Come entrano i ladri in casa: le vie d’accesso più usate in Italia

In Italia il 46,4% dei furti in abitazione passa da finestre e portefinestre, il 33,7% dalla porta principale e il 14,6% da una porta secondaria. Sono dati Censis su rilevazioni del Ministero dell'Interno: sommando le due voci, le porte pesano quasi quanto le finestre.
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Come entrano i ladri in casa, quando ci riescono davvero? Dalla finestra, come dicono tutti, oppure da qualche parte a cui nessuno pensa?

Ecco la risposta, con i numeri veri.

In Italia il 46,4% dei furti in abitazione passa da finestre e portefinestre, il 33,7% dalla porta principale e il 14,6% da una porta secondaria, tipo quella del garage o della cantina.

È un dato del Censis costruito sulle rilevazioni del Ministero dell’Interno.

C’è un motivo per cui il peso delle porte viene sottovalutato: nella rilevazione originale stanno su due righe separate, quella principale e quella secondaria, mentre le finestre sono una voce sola. Lette una alla volta sembrano due voci minori.

In questa guida ti spiego:

  • da dove entrano i ladri in casa, voce per voce e in percentuale
  • come cambiano le vie d’accesso fra appartamento in condominio e villetta
  • cosa usano per aprirsi la strada, attrezzo per attrezzo
  • quali punti deboli puoi sistemare in un pomeriggio, senza spendere una fortuna

Partiamo dai numeri, perché sono quelli che ribaltano il luogo comune.

Da dove entrano i ladri in casa, in percentuale

infografica di dove entrano i ladri in casa: finestre 46,4%, porta principale 33,7%, porta secondaria 14,6%

Il grafico qui sotto mette in fila le quattro vie d’accesso, come le pubblica la fonte.

Da dove entrano i ladri in casa

Punto di accesso dichiarato dalle vittime di furto in abitazione, Italia.

Il conto non fa cento in modo netto perché una parte delle vittime, al rientro, ha trovato più punti manomessi oppure nessun segno evidente.

Fonte: osservatorio Censis sulla sicurezza della casa, indagine su vittime di furto in abitazione. Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione.

La lettura utile è che nessuno di questi varchi è trascurabile, e che quello secondario, con il suo 14,6%, è quasi sempre il meno protetto della casa.

C’è un secondo numero nella stessa rilevazione, e conviene tenerlo a mente per tutto il resto dell’articolo. Accanto al 28,6% di italiani che ha subito un furto in casa, ci sono altri 8 milioni di persone che hanno subito un tentativo non riuscito.

Otto milioni di volte qualcuno ci ha provato e la casa ha retto. Una serratura, un telaio o un’anta hanno resistito abbastanza a lungo da far rinunciare chi stava lavorando.

La differenza fra chi finisce in una statistica e chi finisce nell’altra sta quasi sempre lì, nella qualità di quello che il ladro si è trovato davanti.

Il restante 5,3% sono vittime che non sono riuscite a ricostruire da dove fossero entrati, perché al rientro hanno trovato più punti manomessi o nessun segno evidente.

Un chiarimento sul dato, per leggerlo bene. Sono le dichiarazioni delle vittime di furto in abitazione raccolte dal Censis, incrociate con i dati del Ministero dell’Interno. Non è una stima di marketing, ed è la ragione per cui in questo articolo trovi solo questi numeri e nessuna delle percentuali che girano online senza una fonte.

Perché la porta è la via d’accesso più sottovalutata

porta blindata vista dall esterno da dove entrano i ladri in casa

La porta d’ingresso ha un vantaggio enorme per chi ruba, e nasce da un’abitudine tua.

Una finestra forzata fa rumore, si vede dalla strada e obbliga il ladro a lavorare in equilibrio, spesso in vista dei vicini. La porta si trova in un pianerottolo chiuso, al riparo da occhi e da intemperie, dove chi armeggia sembra semplicemente uno che sta rientrando a casa.

C’è poi la questione del passaggio. Dalla finestra si entra, dalla porta si entra e si esce, con calma e con le mani piene. Per portare via un televisore o una cassaforte da venti chili, la porta è l’unica strada praticabile.

E c’è un terzo motivo, il più scomodo. Su moltissime case la porta è il punto più vecchio dell’abitazione: si cambiano gli infissi, si rifà il bagno, si mette l’allarme, e il portoncino resta quello del 1995 con la sua serratura originale.

Il 65,3% degli italiani dichiara di avere una porta blindata. Il problema è che “blindata” indica una famiglia molto larga di prodotti, dentro cui c’è tutto: dalla porta certificata in classe 4 al pannello di lamiera montato male vent’anni fa.

Come entrano i ladri in casa negli appartamenti in condominio

trapanare serrature porte blindate

In condominio il gioco cambia, perché prima della tua porta c’è un portone e un palazzo intero da attraversare.

Il 58,9% degli italiani vive in appartamento, ed è il contesto in cui i furti in appartamento seguono uno schema abbastanza fisso.

Il portone e il citofono

Entrare nel palazzo è la parte facile, ed è quasi sempre la prima mossa.

Basta suonare a più campanelli finché qualcuno apre senza chiedere, presentarsi come corriere con un pacco in mano, oppure infilarsi dietro a un condomino che sta rientrando. Nessuna di queste azioni richiede attrezzi, e nessuna lascia traccia.

Il portone è anche il punto dove i ladri lasciano i segni di ricognizione sui citofoni. Su come funziona quella fase preliminare ho scritto una guida a parte, su come fanno i ladri a sapere che la casa è vuota.

La porta di casa sul pianerottolo

Arrivati al tuo piano, il ladro ha la condizione di lavoro migliore che possa desiderare.

È al chiuso, protetto dalla vista della strada, con una via di fuga alle spalle e spesso con l’ascensore che copre i rumori. Qui si concentra la maggior parte del lavoro sulla porta, ed è il motivo per cui il 33,7% della porta principale pesa così tanto proprio in condominio.

I punti che guarda sono sempre gli stessi: il cilindro che sporge dalla placca, il gioco fra anta e telaio, la robustezza del telaio nel muro e lo spioncino. Un spioncino digitale serve anche a questo, perché ti fa vedere chi c’è fuori senza aprire.

I balconi e le finestre dei piani bassi

Piano terra, primo piano e ultimo piano sono le tre quote più esposte di un condominio.

In basso si arriva scavalcando una ringhiera o passando dal cortile. In alto si arriva dal tetto, dal lastrico solare o dal balcone del vicino, e nessuno guarda mai verso l’alto.

La regola pratica è una: una finestra raggiungibile senza scala è una porta, e va trattata come tale in fatto di chiusure.

Come entrano i ladri nelle ville e nelle case indipendenti

quando entrano i ladri in casa

Nella casa indipendente il rapporto si ribalta, e il perimetro diventa il problema principale.

Il 40,8% degli italiani vive in villa, villetta o casa indipendente, dove le vie d’accesso si moltiplicano e il vicinato è più lontano.

Le finestre e le portefinestre sul giardino

Il retro di una villetta è il posto più tranquillo in cui lavorare che esista.

Una portafinestra che dà sul giardino è al riparo dalla strada, spesso al buio, e ha una superficie vetrata ampia. Qui il 46,4% delle finestre pesa molto più che in condominio, e le tapparelle da sole risolvono poco, perché si sollevano con una leva in pochi secondi.

Su questo lato lavorano bene i vetri antisfondamento e le chiusure a più punti, che trasformano un lavoro da trenta secondi in un lavoro lungo e rumoroso.

Le porte secondarie: garage, cantina, lavanderia

Il 14,6% dei furti passa da una porta secondaria, ed è la quota più trascurata in assoluto.

Sono le porte che nessuno considera davvero: quella del garage, quella della cantina, il basculante, la portafinestra della lavanderia, la porticina del ripostiglio esterno. Quasi sempre hanno serrature molto più semplici di quella d’ingresso e un telaio più leggero.

Il ragionamento del ladro è pulito: una volta dentro il garage, è già al chiuso, e può lavorare sulla porta di comunicazione con la casa con tutto il tempo che vuole, senza essere visto da nessuno.

Il consiglio pratico vale per chiunque abbia un accesso secondario: la porta che collega il garage all’abitazione va considerata una porta esterna a tutti gli effetti, perché di fatto lo è.

Cosa usano i ladri per entrare

Gli attrezzi sono pochi, si trovano ovunque e stanno tutti in una borsa piccola.

Il piede di porco e il cacciavite grande. Sono lo strumento più diffuso in assoluto, perché lavorano sul punto debole di qualsiasi apertura: la distanza fra anta e telaio. Si infila la punta nella fessura e si fa leva sul legno o sulla lamiera.

Il trapano. Serve a forare il cilindro e a far saltare i perni interni, e nelle versioni a batteria fa meno rumore di quanto si immagini.

Il tubo innocenti. È un semplice tubo di metallo che si infila sul defender e si usa come leva per ruotarlo e strapparlo, portandosi dietro il cilindro. Funziona sui defender tondi, che offrono una presa perfetta.

Le tecniche sul cilindro senza scasso. Bumping e picking agiscono direttamente sui perni della serratura e hanno un vantaggio pericoloso: lasciano pochissimi segni di effrazione, tanto che a volte l’assicurazione fatica a riconoscere il furto. Fra queste rientra anche la chiave bulgara, che ha reso obsolete le vecchie serrature a doppia mappa.

La calamita e il filo rigido. Servono quando trovi le chiavi lasciate nella toppa dall’interno, oppure quando lo spioncino si svita e lascia un foro utile a raggiungere la maniglia.

Come vengono usati questi attrezzi su una porta blindata, e cosa li ferma davvero, è un discorso a sé che merita più spazio di un paragrafo.

Quando i ladri entrano senza forzare niente

Una parte degli ingressi avviene senza rompere nulla, e in quei casi nessuna porta può fare il suo lavoro.

Sono i furti che lasciano le vittime più incredule, perché al rientro non c’è un segno, e per giorni resta il dubbio di essersi immaginati tutto. Vale la pena conoscerli, perché si evitano con abitudini che costano zero.

Le aperture lasciate aperte e le chiavi fuori posto

La via d’ingresso più economica per un ladro è quella che gli lasci tu.

La finestra del bagno socchiusa per cambiare aria, la portafinestra del balcone accostata mentre stendi, la porta di casa chiusa senza girare le mandate per una commissione di dieci minuti: sono tutte situazioni normalissime, e sono anche le più sfruttate.

Poi c’è il capitolo chiavi. Lo zerbino, il vaso sul pianerottolo, il contatore del gas e la fessura sopra lo stipite sono i primi quattro posti in cui guarda chiunque, e chi ruba di mestiere li controlla in venti secondi prima ancora di toccare la serratura.

Sul portone del palazzo funziona l’ingresso al seguito di un residente: si entra dietro a qualcuno che ha appena aperto, con una busta della spesa in mano e un cenno di saluto. Nessuno chiede niente, e la telecamera del portone riprende una persona che sembra abitare lì.

I finti tecnici e gli incaricati che non esistono

C’è un modo di entrare in casa che non richiede nessun attrezzo: farsi aprire.

Il copione è sempre lo stesso e funziona da trent’anni. Qualcuno suona presentandosi come tecnico del gas, addetto alla lettura del contatore, incaricato del condominio o operatore dell’acquedotto, dice che c’è una perdita o un controllo urgente da fare, e chiede di entrare un minuto.

Spesso sono in due: uno tiene occupata la persona in una stanza, l’altro gira per la casa. Il bersaglio preferito sono gli anziani soli, e vale la pena parlarne con i genitori prima che succeda.

La regola è semplice e va detta chiara a chi vive da solo. Nessun ente manda personale senza preavviso, e chiunque si presenti alla porta può aspettare fuori mentre chiami il numero dell’azienda che dice di rappresentare. Un tecnico vero non ha nessun problema ad aspettare.

Qui un spioncino digitale aiuta parecchio, perché ti fa guardare chi c’è fuori con calma e senza aprire uno spiraglio.

Quando in casa c’è qualcuno

Il 72,6% dei furti in abitazione avviene a casa vuota, e il conto si chiude da solo: il restante 27,4% avviene con qualcuno dentro.

È più di un furto su quattro, ed è la parte del fenomeno di cui si parla di meno perché fa più paura.

Nella maggior parte di questi casi le persone in casa dormono, oppure sono in una stanza lontana con la televisione accesa. Chi entra lo sa, si muove nelle zone di passaggio e punta a borse, chiavi dell’auto, portafogli e piccoli oggetti di valore lasciati vicino all’ingresso, spesso restando in casa pochissimi minuti.

La prima contromisura è banale e la usa il 67,1% degli italiani: girare le mandate della porta d’ingresso anche quando sei dentro. Una porta chiusa a chiave dall’interno toglie di mezzo tutte le tecniche che agiscono sulla maniglia e obbliga a un lavoro rumoroso.

Ha senso anche non lasciare le chiavi dell’auto e le borse vicino alla porta, che è il punto dove finisce quasi tutto quello che sparisce in questi episodi.

Se ti accorgi che c’è qualcuno in casa mentre ci sei anche tu, la cosa giusta è la meno istintiva. Resta dove sei, chiuditi in una stanza con i tuoi, chiama il 112 e fatti sentire con la voce o accendendo le luci: chi entra per rubare vuole andarsene appena capisce di essere stato scoperto, e l’ultima cosa che gli serve è un confronto.

Affrontarli non è mai una buona idea, ed è la raccomandazione su cui insistono tutte le forze dell’ordine.

I punti deboli che si sistemano in un pomeriggio

Prima di pensare a una spesa importante, ci sono cose che costano poco e chiudono buchi veri.

Togli le chiavi dalla toppa interna. Restano il modo più veloce per aprirti la porta da fuori con una calamita o un filo, e non servono a niente.

Chiudi sempre a mandata, anche per uscite brevi. Una porta accostata è una porta normale, e molte polizze escludono l’indennizzo quando manca l’effrazione dei mezzi di chiusura.

Metti in sicurezza le porte secondarie. Garage, cantina e lavanderia meritano la stessa attenzione dell’ingresso: un cilindro serio e un catenaccio in più cambiano parecchio.

Blocca le tapparelle dei piani bassi. Un fermo antisollevamento costa poco e toglie la scorciatoia più comoda su una portafinestra.

Illumina il retro e i punti ciechi. Una luce con sensore di movimento sul lato buio della casa lavora sull’unica cosa che il ladro teme davvero, cioè essere visto. Su cosa funziona e cosa è teatro ho messo tutto in ordine nell’articolo sui deterrenti per ladri.

La Polizia di Stato raccoglie le raccomandazioni ufficiali nella sua pagina sui furti in abitazione, ed è una lettura che vale i cinque minuti che chiede.

Perché è la porta d’ingresso a decidere il resto

defender quadrato ariete che ferma i ladri che entrano in casa

Puoi mettere in sicurezza ogni finestra della casa e lasciare aperto il varco più usato del Paese.

Le porte, principale e secondaria messe insieme, sono il varco più sottovalutato nelle scelte di spesa. Su una porta seria le tecniche dell’elenco qui sopra si scontrano con ostacoli precisi, uno per uno.

Il defender quadrato con angoli smussati delle porte Ariete toglie appiglio al tubo innocenti, perché la geometria squadrata impedisce al tubo di fare presa e ruotare. Il cilindro è brevettato e costruito su nostra specifica, con chiave non riproducibile in ferramenta.

La struttura dell’anta, il numero di punti di ancoraggio al telaio e i rinforzi cambiano in base alla classe antieffrazione, che è quella che stabilisce i minuti di resistenza certificati in laboratorio contro attrezzi via via più aggressivi.

E c’è un pezzo che pesa quanto la porta stessa: chi la installa. Un’anta eccellente ancorata male a un muro sbagliato perde gran parte di quello che promette la scheda tecnica, ed è il motivo per cui i nostri tecnici sono formati all’Accademia della Posa in Opera di Genova.

Su una porta Ariete nessun tentativo di effrazione è mai andato a buon fine.

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Conclusioni

Le finestre valgono il 46,4% degli ingressi, la porta principale il 33,7% e quella secondaria il 14,6%, e quest’ultima è la voce che quasi nessuno guarda pur essendo la meno protetta.

Il quadro cambia con il tipo di casa. In condominio il peso si sposta sulla porta di casa, protetta dal pianerottolo e lontana da occhi indiscreti; in villetta si sposta sulle portefinestre del retro e sulle porte secondarie di garage e cantina, che restano l’anello più debole di tutta l’abitazione.

Le abitudini quotidiane coprono una parte del rischio e costano pochissimo: chiavi via dalla toppa, mandate sempre girate, accessi secondari trattati come ingressi veri, luce dove è buio. Il resto lo decide la qualità del portoncino d’ingresso, perché è l’unico punto della casa che lavora anche quando tu sei altrove.

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Domande frequenti

Come fanno i ladri ad entrare nelle case?

Nella maggior parte dei casi forzando un’apertura esistente. In Italia il 46,4% dei furti passa da una finestra o da una portafinestra, il 33,7% dalla porta principale e il 14,6% da una porta secondaria. Gli attrezzi più usati restano il piede di porco per fare leva fra anta e telaio, il trapano sul cilindro e il tubo innocenti sul defender, affiancati dalle tecniche che agiscono sui perni della serratura come bumping e picking. In una minoranza di casi non serve alcun attrezzo, perché trovano una finestra accostata o una porta chiusa senza mandate.

Come fanno i ladri a sapere che la casa è vuota?

Osservandola per giorni. Contano la posta che si accumula, le tapparelle ferme nella stessa posizione, le luci sempre uguali e i sacchetti della spazzatura che smettono di comparire. A questi si aggiungono le telefonate mute per verificare se qualcuno risponde e i piccoli segni lasciati sulla toppa, come un adesivo o un filo di colla, che al ritorno dicono se quella porta è stata aperta. Ho raccolto tutti i segnali e i rimedi nella guida su come fanno i ladri a sapere che la casa è vuota.

I ladri entrano in casa di notte?

Molto meno di quanto si creda. Le ore fra mezzanotte e le sette del mattino raccolgono appena il 10,5% dei furti in abitazione. La fascia più a rischio è il tardo pomeriggio, fra le 14 e le 20, con il 31,7%, seguita dalla sera fra le 20 e mezzanotte con il 28,1%. Il motivo è pratico: di sera le case sono ancora vuote, e una persona che si muove sul pianerottolo a quell’ora sembra un condomino qualsiasi.

Cosa usano i ladri per entrare nelle case?

Attrezzi comuni, che stanno in una borsa piccola. Il più diffuso è il piede di porco, insieme a cacciaviti robusti, per fare leva nella fessura fra anta e telaio. Poi ci sono il trapano per forare il cilindro, il tubo innocenti per strappare i defender tondi, la calamita o un filo rigido quando le chiavi sono rimaste nella toppa, e le tecniche fini come bumping e picking, che aprono agendo sui perni e lasciano pochissimi segni.

Da dove entrano i ladri in un appartamento al primo piano?

Quasi sempre dalla porta di casa, e in seconda battuta dal balcone. Il primo piano ha lo svantaggio di essere raggiungibile scavalcando una ringhiera o salendo su un muretto, quindi va trattato come un piano terra per quanto riguarda finestre e tapparelle. La porta resta comunque il punto principale, perché sul pianerottolo il ladro lavora al riparo da sguardi e ha una via di fuga alle spalle.

Dove cercano i ladri in casa?

Vanno subito nella camera da letto, che è la prima stanza in cui entrano quasi sempre. Lì controllano comodini, cassetti della biancheria, armadi e il vano sotto il materasso, perché sono i nascondigli più usati per contanti e gioielli. Poi passano allo studio e al soggiorno alla ricerca di piccola elettronica e documenti. Un furto in appartamento dura in media pochi minuti, quindi cercano dove statisticamente si trova più roba nel minor tempo possibile.

Quanto ci mette un ladro a entrare in casa?

Dipende quasi solo da cosa trova davanti. Su una finestra accostata o una porta interna leggera parliamo di pochi secondi; su una porta d’ingresso certificata in classe 3 o classe 4 si passa a diversi minuti di lavoro rumoroso, che è esattamente il tempo che chi ruba non vuole spendere. È per questo che le classi antieffrazione si misurano in minuti di resistenza contro attrezzi via via più aggressivi.

Come capisco se hanno provato a entrare in casa mia?

I segni di effrazione su un tentativo fallito sono quasi sempre piccoli e a bassa altezza. Cerca graffi e ammaccature sul bordo dell’anta all’altezza della serratura, la vernice del telaio saltata in un punto, il cilindro rigato intorno al foro della chiave o leggermente ruotato rispetto alla placca. Sulle finestre guarda il montante vicino alla maniglia e il fermo della tapparella. Se la chiave gira più a fatica del solito senza un motivo, vale la pena farla controllare: a volte è l’unico segno che resta dopo un tentativo sul cilindro.

Conviene mettere l’allarme o cambiare la porta?

Fanno due lavori diversi e nell’ordine giusto vengono prima le barriere fisiche. L’allarme ti avvisa che sta succedendo qualcosa, la porta fa in modo che non succeda, e un impianto che suona mentre l’anta cede protegge il tuo tempo di reazione, non la casa. La sequenza più efficace è mettere in sicurezza i punti d’accesso reali, a partire da dalla porta principale e da quella secondaria, e aggiungere sopra l’elettronica.

Immagine di Mauro Semonella
Mauro Semonella
Ciao, sono Mauro. Lavoro nel mondo dei serramenti da quando avevo 18 anni e mi sono specializzato in finestre insonorizzate e porte blindate ad alte prestazioni. Ogni articolo di questo blog nasce dalla mia esperienza diretta in cantiere e viene scritto o revisionato personalmente da me. Credo nella competenza, nella formazione continua e nel valore di un lavoro fatto bene.

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