Spioncino con telecamera: è legale? Cosa dice il Garante Privacy

Sì, è legale, a una condizione: deve mostrarti chi è davanti alla tua porta, non sorvegliare il pianerottolo. Il criterio del Garante è che la telecamera non veda più di quanto vedresti tu affacciandoti allo spioncino. Se la porta del vicino finisce nell'immagine, non è quello a renderlo illegale.

Vuoi montare uno spioncino con telecamera sulla porta di casa e ti sei fermato per un dubbio: sarà legale?

Se abiti in condominio il dubbio è ancora più grosso, perché quello che riprendi non è solo casa tua.

Sì, lo spioncino con telecamera è legale, a una condizione: deve servirti a vedere chi è davanti alla tua porta, non a sorvegliare il pianerottolo.

Il criterio che usa il Garante per la protezione dei dati personali è semplice da ricordare: la telecamera non deve vedere più di quanto vedresti tu affacciandoti allo spioncino tradizionale.

E qui va detta subito la cosa che preoccupa quasi tutti: se la porta del vicino è di fronte alla tua, comparirà nell’immagine, ed è inevitabile. Non è quello a rendere illegale l’installazione.

Finché resti dentro quel limite nessun condomino può vietartelo, e non ti serve nessun permesso.

Se lo superi, invece, entri in un territorio dove si rischia una denuncia penale, e non è un’esagerazione da avvocati.

In questa guida ti spiego:

  • qual è esattamente il confine tra spioncino lecito e spioncino illecito
  • perché la porta del vicino nell’inquadratura non è un problema
  • come tarare il sensore di movimento perché lo spioncino scatti solo quando serve davvero
  • se serve il consenso del condominio e se serve il cartello
  • come montarlo sul portoncino blindato senza combinare guai

Andiamo con ordine.

Quando lo spioncino con telecamera è legale

spioncino digitale con monitor sul lato interno della porta blindata
Dal lato interno lo spioncino digitale mostra su schermo chi si trova davanti alla porta.

Lo spioncino digitale, chiamato anche occhio magico digitale, è legale quando riprende soltanto lo spazio di tua esclusiva pertinenza, cioè il pezzetto di pianerottolo immediatamente davanti alla tua porta d’ingresso.

Il ragionamento del Garante è di puro buon senso: guardare chi suona alla tua porta è un tuo diritto, e lo facevi già con lo spioncino di vetro da cinquant’anni.

È una delle accortezze di base per difendersi dai ladri in casa, insieme al non aprire a sconosciuti e al non far capire quando la casa è vuota.

Il diritto resta quello di sempre, cambia solo la comodità dell’immagine.

Il problema nasce quando la tecnologia allarga il campo oltre quello che l’occhio umano vedrebbe da quella stessa posizione.

Un obiettivo grandangolare che abbraccia tutto il pianerottolo, la porta di fronte e la rampa di scale sta facendo videosorveglianza di aree comuni, che è un’altra cosa e ha altre regole.

C’è poi un secondo confine, quello tra vedere e conservare, che è il punto dove la maggior parte delle persone sbaglia senza accorgersene.

Il limite dell’angolo visuale dell’occhio umano

Il criterio ufficiale, fissato dal Garante Privacy nel suo vademecum sulla videosorveglianza, è che lo spioncino digitale non deve superare l’angolo visuale dell’occhio umano.

Tradotto in pratica: l’inquadratura deve fermarsi allo spazio davanti alla porta, quello dove si mette chi suona.

Non deve arrivare a inquadrare la porta del vicino, il suo zerbino, chi passa sul pianerottolo diretto altrove, l’ascensore o la tromba delle scale.

Il dettaglio che fa la differenza è la capacità di identificare le persone: se il tuo dispositivo permette di riconoscere volti di chi transita e non ha niente a che fare con te, sei già oltre il limite.

Molti spioncini in commercio hanno ottiche molto ampie, spinte fino a 170 o 180 gradi e pubblicizzate come un vantaggio.

Su una porta di appartamento è proprio quel grandangolo estremo a creare problemi, perché ti mette dentro l’inquadratura mezzo pianerottolo senza che tu ne abbia bisogno.

Prima di comprare, guarda l’angolo di ripresa dichiarato nella scheda tecnica e chiediti onestamente cosa entrerà nell’inquadratura una volta montato.

Un’inquadratura limitata alla zona antistante la tua porta è quella che ti dà le maggiori garanzie, anche il giorno in cui qualcuno dovesse contestartela.

Cosa cambia se lo spioncino registra le immagini

C’è una distinzione che cambia tutto il quadro giuridico, ed è quella tra guardare e conservare.

Uno spioncino che ti mostra chi c’è fuori in tempo reale e non salva niente è un dispositivo di visione: giuridicamente è poco più di un vetro con lo schermo.

Uno spioncino con telecamera che registra foto o video sta trattando dati personali, e da quel momento entra nel campo di applicazione del regolamento europeo sulla protezione dei dati.

Cambiano tre cose concrete.

Devi avere un motivo legittimo per conservare le immagini, e la sicurezza della tua abitazione lo è, purché il raggio di ripresa resti quello di prima.

Le immagini vanno tenute per il tempo minimo necessario: l’orientamento del Garante per gli impianti privati è di pochi giorni, non mesi di archivio.

Le immagini non si diffondono: niente gruppo WhatsApp del condominio, niente pubblicazione sui social del tizio che passava. Quello è il modo più rapido per trasformare uno strumento di sicurezza in una causa.

C’è poi il punto che quasi nessun articolo su questo tema spiega, ed è come funziona davvero uno spioncino digitale.

Non è una telecamera accesa ventiquattr’ore su ventiquattro: è un sensore di movimento. Quando qualcuno si presenta davanti alla porta il dispositivo se ne accorge, scatta una foto o un breve video e ti manda la notifica sul telefono.

Il resto del tempo non guarda niente e non salva niente.

Ed è proprio lì che hai in mano la manopola che risolve da sola quasi tutta la questione privacy.

Alza il tempo di scatto del sensore di movimento

Nelle impostazioni del dispositivo decidi quanti secondi una persona deve restare ferma davanti alla porta prima che parta la foto o il video.

Se lo tieni al minimo, lo spioncino scatta per chiunque passi, compreso il vicino che sta solo rientrando a casa sua.

Se lo alzi, scatta solo per chi si ferma. E chi si ferma davanti alla tua porta è per forza di cose una di tre persone: qualcuno che vuole entrare in casa tua, il postino, oppure qualcuno che ha qualcosa da dirti.

Sono esattamente le persone che hai tutto il diritto di vedere, ed è per questo che la taratura del sensore è la mossa più intelligente che puoi fare: tagli via le riprese inutili e tieni quelle che servono.

Chi attraversa il pianerottolo e tira dritto non finisce in nessun archivio, perché il dispositivo non lo ha nemmeno registrato.

La registrazione va tenuta accesa

Qui va detta una cosa contro corrente: la registrazione non si spegne.

È lì che sta la sicurezza dello spioncino. Se qualcuno studia la tua porta mentre sei al lavoro, l’unica cosa che ti resta in mano è quella foto.

Uno spioncino che mostra e basta ti fa vedere chi c’è solo mentre sei dietro la porta. Uno spioncino che registra lavora anche quando non ci sei, ed è esattamente il motivo per cui lo compri.

Il modo giusto di stare dentro le regole non è rinunciare all’archivio: è restringere quello che il dispositivo riprende, e per farlo hai due strumenti concreti.

Il primo è il tempo del sensore, quello di cui ti ho appena parlato.

Il secondo sono le zone di privacy: sui modelli che le hanno, come lo spioncino digitale EP4, oscuri sul monitor le porzioni di immagine che non ti riguardano e il dispositivo smette di mostrarle e di registrarle.

La porta del vicino, la rampa di scale, l’ascensore: le togli dall’inquadratura invece di discuterne.

Con il sensore tarato lungo e le aree comuni oscurate, quello che conservi è solo chi è venuto da te. Che è poi la definizione di trattamento proporzionato.

Lo spioncino digitale può riprendere il pianerottolo e le scale?

Un pezzo di pianerottolo che entra nell’inquadratura perché non puoi farne a meno è lecito. Diventa un problema quando l’area comune è l’obiettivo della ripresa, e non lo sfondo.

È la distinzione che risolve il novanta per cento dei dubbi, e vale in modo particolare per la porta del vicino di fronte.

Se abiti in un palazzo con due porte affacciate sullo stesso pianerottolo, qualunque spioncino inquadra la porta di fronte, anche quello di vetro che c’era prima. È l’unica prospettiva possibile, e la legge non ti chiede di ottenere l’impossibile.

La giurisprudenza italiana ha riconosciuto più volte che la ripresa incidentale di aree comuni o della porta di un vicino può essere inevitabile, e in quanto tale resta lecita.

Il criterio con cui si giudica è la proporzionalità: il sistema deve essere adeguato allo scopo di proteggere casa tua, e non deve trasformarsi in uno strumento per controllare i vicini.

Tre situazioni concrete, per capire dove passa il confine.

Lo spioncino mostra chi è alla porta e nello sfondo si vede la porta di fronte. È la situazione normale di ogni condominio italiano: lecita, e nessuno può obbligarti a rimuovere il dispositivo.

Lo spioncino scatta solo quando il sensore di movimento rileva qualcuno fermo davanti alla porta. È la configurazione corretta, e il rischio si abbassa da solo: stai raccogliendo immagini soltanto delle persone che sono venute da te.

Il sensore è tarato al minimo e il dispositivo scatta per chiunque attraversi il pianerottolo. Qui la faccenda si complica: una raccolta indiscriminata di immagini di un’area comune può essere considerata un trattamento di dati eccedente rispetto all’esigenza di sicurezza che la giustifica. Si sistema in trenta secondi, alzando il tempo di permanenza nelle impostazioni.

Cosa dice davvero la Cassazione sul pianerottolo

Su questo punto esiste una sentenza precisa, la n. 34151/2017 della Corte di Cassazione, e viene citata da mezzo internet in modo sbagliato.

La Cassazione ha stabilito che le scale e i pianerottoli condominiali non assolvono alla funzione di consentire l’esplicazione della vita privata al riparo da sguardi indiscreti, perché sono destinati all’uso di un numero indeterminato di soggetti.

La conseguenza pratica è netta: la tutela penale dell’articolo 615-bis non si estende alle immagini riprese sul pianerottolo, che quindi non è una “zona a rischio” ai fini di quel reato.

Per uno spioncino digitale è una buona notizia, e rafforza la legittimità dell’installazione: se il tuo dispositivo inquadra la zona davanti alla porta, il reato di interferenze illecite nella vita privata non entra nemmeno in gioco.

Attenzione però a non leggerla come un via libera assoluto, perché è l’errore che si trova ovunque.

Quella sentenza riguarda soltanto il profilo penale. Accanto ce n’è un secondo, che resta in piedi: la protezione dei dati personali.

Significa che puoi non commettere nessun reato e installare comunque il dispositivo in modo non conforme, se riprendi le aree comuni in maniera sproporzionata rispetto alla ragione per cui l’hai messo.

La distinzione che oggi fanno giudici e Garante è questa, e conviene tenerla a mente.

Uno spioncino che riprende l’area immediatamente davanti alla tua porta, anche con la porta del vicino inevitabilmente nella scena, è generalmente considerato proporzionato all’esigenza di sicurezza.

Un dispositivo con un grandangolo che controlla in modo sistematico tutto il pianerottolo, le scale, l’ascensore e il passaggio dei condomini può creare problemi sul fronte privacy, pur senza integrare il reato dell’articolo 615-bis.

In sintesi, sullo spioncino digitale montato sulla tua porta la tua posizione è solida: serve a identificare chi suona da te, non a seguire i movimenti dei vicini, ed è difficile sostenere che un’installazione del genere sia illecita.

Gli spioncini che ti lasciano scegliere cosa inquadrare

spioncino ezviz ep4

Se vuoi chiudere la questione in partenza, esistono modelli che permettono di oscurare porzioni dell’immagine, così le zone che non ti riguardano spariscono proprio dall’inquadratura.

Si chiamano zone di privacy: definisci sul monitor le aree da mascherare e il dispositivo smette di mostrarle e di registrarle.

È la risposta tecnica al problema legale, perché la porta del vicino la togli dall’immagine invece di discuterne.

Sullo spioncino digitale EP4 questa funzione c’è, e viene accompagnata da due cose che cambiano l’uso quotidiano.

Il riconoscimento dei volti familiari basato sull’intelligenza artificiale, che distingue chi vive in casa da chi non ci ha mai messo piede.

La definizione in 4K, che sul pianerottolo fa la differenza vera: un volto riconoscibile la sera, con la luce di una lampadina, invece di una macchia grigia.

Messe insieme, zone di privacy e sensore tarato lungo sono la configurazione che chiude la questione: oscuri quello che non ti riguarda e registri solo chi si ferma davanti a casa tua.

Una precisazione doverosa: lo spioncino è un accessorio che si compra a parte, non un servizio che offriamo noi. In Ariete progettiamo e installiamo la porta, e sulla porta il foro dello spioncino lo prevediamo in fase d’ordine.

Serve il permesso del condominio per montarlo?

No, se lo spioncino riprende solo lo spazio davanti alla tua porta non devi chiedere niente a nessuno.

Non serve una delibera dell’assemblea, non serve il consenso dei vicini e l’amministratore non può ordinarti di rimuoverlo.

Il motivo è che stai intervenendo sulla tua porta, che è di tua proprietà esclusiva, per una finalità di sicurezza personale.

Il discorso cambia se il tuo dispositivo inquadra stabilmente le parti comuni: in quel caso non è più una faccenda privata e il condominio ha voce in capitolo.

C’è poi il caso pratico più frequente, ed è tutto umano: il vicino che si lamenta.

Prima di rispondere per le rime, fai la prova più semplice del mondo: guarda tu stesso cosa inquadra il monitor.

Se si vede la sua porta perché è esattamente di fronte alla tua, sei nel lecito e puoi dirglielo con serenità: nessuno spioncino al mondo potrebbe evitarlo, nemmeno quello di vetro che avevi prima.

La domanda giusta da porsi è un’altra: come è tarato il sensore di movimento? Se scatta per chiunque passi, quello è il punto su cui il vicino può avere qualcosa da dire, e la soluzione è alzare il tempo di permanenza e, sui modelli che lo permettono, oscurare la porzione di immagine che lo riguarda.

Mostrargli l’immagine dal vivo, comunque, resta il modo più veloce per chiudere la questione, molto più di uno scambio di raccomandate.

Serve il cartello di videosorveglianza?

No, il cartello non è obbligatorio se lo spioncino riprende esclusivamente lo spazio privato davanti alla tua porta e non diffonde le immagini.

L’informativa serve quando si sorveglia un’area frequentata da altri, come il cortile, il garage collettivo o l’ingresso del palazzo.

Per una singola porta d’appartamento non ha senso e nessuno te lo può imporre.

Se però hai un impianto vero, con telecamere che coprono aree comuni, allora il cartello ci vuole e va messo prima del raggio di ripresa.

Cosa si rischia se si superano i limiti

I fronti aperti sono due, e portano a conseguenze molto diverse.

Il fronte penale è quello dell’articolo 615-bis del codice penale, che punisce le interferenze illecite nella vita privata con una pena che arriva fino a quattro anni di reclusione.

Come hai visto sopra, però, questo reato non scatta per le immagini del pianerottolo: riguarda i luoghi di privata dimora, quindi il caso limite di un obiettivo che finisce per riprendere l’interno di casa altrui.

Il fronte della privacy è quello che ti riguarda davvero, ed è meno appariscente ma molto più concreto.

Un’installazione sproporzionata rispetto allo scopo di sicurezza può essere contestata al Garante anche senza nessun reato di mezzo, e il vicino che si sente sorvegliato può chiederti la rimozione e il risarcimento del danno in sede civile.

La buona notizia è che restare dentro le regole non richiede nessuno sforzo: basta un’ottica non esagerata, l’obiettivo puntato sulla tua soglia, il sensore di movimento tarato lungo e le zone di privacy attivate sulle porzioni che non ti riguardano.

Ecco il riassunto, così ce l’hai in un colpo d’occhio.

Cosa faiÈ ammesso?
Guardare in tempo reale chi è davanti alla tua portaSì, sempre
La porta del vicino compare nello sfondo perché è di fronte alla tuaSì, è inevitabile e lecito
Registrare solo quando il sensore rileva qualcuno fermo davanti alla portaSì, è la configurazione corretta
Oscurare la porta del vicino o le scale con le zone di privacySì, è il modo più pulito di chiudere la questione
Orientare l’obiettivo per tenere d’occhio il vicino o le scaleNo
Tenere il sensore al minimo, così scatta per chiunque passiNo, rischia di essere un trattamento eccedente
Mandare in giro i video di chi passaNo, mai

Vuoi una porta d’ingresso pensata fin dall’inizio per ospitare lo spioncino digitale?

In Ariete progettiamo e installiamo la porta blindata completa, con il foro dello spioncino previsto in fase di produzione e non ricavato dopo a colpi di punta.

Compila il form con qualche informazione sulla tua casa: ci serve per prepararti un preventivo serio.

Come montarlo sulla porta blindata senza problemi

spioncino elettronico montato sull'anta di una porta blindata
Il foro dello spioncino digitale è lo stesso di quello tradizionale: si sostituisce senza allargare nulla.

La parte legale è solo metà del discorso: l’altra metà è il foro sull’anta, e qui si fanno danni veri.

Su una porta blindata il foro dello spioncino attraversa lamiera, coibentazione e pannello, e va fatto nel punto e nel diametro giusti.

Ed è qui che va sfatata la convinzione più diffusa: il foro dello spioncino digitale è esattamente lo stesso di quello tradizionale.

I dispositivi sono progettati apposta per entrare nel foro già esistente, quindi se la tua porta ha uno spioncino a vetro puoi sostituirlo con uno digitale senza allargare niente.

La cosa da verificare è un’altra: lo spessore dell’anta. I portoncini blindati sono più spessi di una porta comune, e ogni modello dichiara un range di spessori compatibili entro cui l’ottica arriva a fine corsa.

Allargare a mano un foro con una fresa è il modo migliore per rovinare il pannello e, se si lavora male, per compromettere la tenuta della porta. Con un dispositivo scelto bene non serve, e non va fatto.

Se stai comprando una porta nuova e sai già che vorrai lo spioncino digitale, dillo in fase d’ordine: il foro si predispone in produzione insieme a tutte le altre lavorazioni delle porte blindate da interno, nella posizione e all’altezza giuste per te.

Se invece la porta ce l’hai già, misura lo spessore dell’anta prima di comprare qualsiasi cosa: molti spioncini digitali dichiarano un range di spessore compatibile, e i portoncini blindati stanno spesso al limite superiore.

Un ultimo punto pratico che riguarda anche la privacy: l’altezza di montaggio. Uno spioncino troppo alto inquadra le teste di chi passa, uno all’altezza giusta inquadra chi sta effettivamente davanti alla porta.

Se ti interessa la parte tecnica dei modelli, la trovi nella guida sullo spioncino digitale e nella pagina dedicata agli spioncini digitali per porte blindate.

Conclusioni

Lo spioncino con telecamera è legale, e il confine è uno solo: guarda quello che guarderesti tu dallo spioncino di vetro, niente di più.

Se il dispositivo inquadra la tua soglia, non ti serve il permesso di nessuno, non ti serve il cartello e nessun condomino può obbligarti a toglierlo.

Se invece ha un grandangolo che abbraccia mezzo pianerottolo e il sensore scatta per chiunque passi, stai facendo videosorveglianza senza saperlo e ti esponi sul piano della privacy e su quello dei rapporti con i vicini.

Il consiglio pratico sta tutto nelle impostazioni: ottica contenuta, obiettivo sulla tua porta, sensore di movimento tarato lungo e zone di privacy sulle parti che non ti riguardano.

La registrazione, invece, tienila accesa: è lì che sta la sicurezza dello spioncino, perché è l’unica cosa che continua a lavorare quando non sei in casa.

Stai pensando di sostituire la porta d’ingresso? In Ariete progettiamo e installiamo l’intera porta blindata, con foro spioncino, serratura, cilindro brevettato e posa tarata sulla tua casa. Richiedi un preventivo per la tua porta blindata: compila il form con qualche informazione e ti prepariamo un preventivo serio.

Domande frequenti

Lo spioncino digitale è legale in condominio?

Sì, se riprende solo lo spazio davanti alla tua porta. Il condominio non ha voce in capitolo su un dispositivo montato sulla tua anta e puntato sulla tua soglia, perché stai intervenendo su una proprietà esclusiva per la tua sicurezza. Diventa una questione condominiale solo se l’inquadratura copre stabilmente le parti comuni.

Posso far vedere le immagini dello spioncino ai vicini o alla polizia?

Alle forze dell’ordine sì, ed è anzi il caso in cui l’archivio serve davvero. Ai vicini e sui social no: diffondere immagini di persone riconoscibili è un trattamento illecito e ti espone a richieste di risarcimento, anche se il video l’hai girato a casa tua.

Il mio spioncino inquadra per forza l’ascensore o la porta del vicino: cosa devo fare?

Nella maggior parte dei casi non devi fare niente, perché su un pianerottolo stretto quella è l’unica inquadratura possibile e la ripresa incidentale è lecita. Se vuoi togliere ogni dubbio hai due strade concrete: oscurare quella porzione con le zone di privacy, funzione che trovi per esempio sull’EP4, e alzare il tempo di scatto del sensore di movimento, così il dispositivo registra solo chi si ferma davanti alla tua porta. Se il vicino ha già protestato, fagli vedere l’immagine dal vivo: quasi sempre la questione si chiude lì.

La sentenza della Cassazione mi autorizza a riprendere tutto il pianerottolo?

No, ed è l’equivoco più diffuso. La sentenza n. 34151/2017 dice che scale e pianerottoli non sono luoghi di privata dimora, quindi non scatta il reato dell’articolo 615-bis. Resta però in piedi la disciplina sulla protezione dei dati: una ripresa sistematica delle parti comuni può essere contestata sul piano privacy anche senza nessun reato.

Il vicino può obbligarmi a togliere lo spioncino digitale?

No, se il dispositivo riprende la zona davanti alla tua porta. Stai intervenendo sulla tua anta, che è di tua proprietà esclusiva, per una finalità di sicurezza personale, quindi né lui né l’amministratore possono importi la rimozione. Il discorso cambia se il dispositivo sorveglia in modo sistematico le parti comuni.

Devo avvisare i vicini che ho montato uno spioncino digitale?

Non è un obbligo, e per un dispositivo montato sulla propria porta non serve nemmeno il cartello. Avvisarli resta però la mossa più intelligente, soprattutto in un palazzo piccolo: una comunicazione in due righe evita la metà delle discussioni che poi finiscono in assemblea.

Lo spioncino con telecamera si vede da fuori?

Dipende dal modello. Alcuni sono quasi indistinguibili da uno spioncino tradizionale, altri hanno una placca esterna più grande e riconoscibile. Dal punto di vista legale non cambia nulla: la visibilità del dispositivo non incide sulla liceità della ripresa, incide semmai sull’effetto deterrente verso chi si avvicina alla tua porta d’ingresso.

Il mio spioncino inquadra la porta del vicino di fronte: è illegale?

No, di norma è considerato lecito. Se la sua porta è esattamente davanti alla tua, è praticamente inevitabile che compaia nell’immagine, e la giurisprudenza ha riconosciuto più volte che una ripresa incidentale di questo tipo resta lecita. Quello che conta è come è impostato il dispositivo: se il sensore scatta solo per chi si ferma davanti a casa tua sei nel lecito, se scatta per chiunque attraversi il pianerottolo la valutazione cambia.

Uno spioncino che registra è vietato?

No, ed è anzi la ragione per cui lo compri: è la registrazione a lavorare quando non sei in casa. Fa scattare le regole sulla protezione dei dati, quindi ti serve una finalità legittima, devi conservare le immagini per pochi giorni e non puoi diffonderle. La strada giusta non è spegnerla: è alzare il tempo di scatto del sensore di movimento, così registri solo chi si ferma davanti alla tua porta, e oscurare con le zone di privacy le porzioni che non ti riguardano.

Lo spioncino digitale registra sempre o solo quando serve?

Solo quando serve. Funziona a sensore di movimento: quando qualcuno si presenta davanti alla porta scatta una foto o un breve video e ti manda la notifica sul telefono, il resto del tempo non salva niente. Nelle impostazioni puoi decidere quanti secondi la persona deve restare ferma prima che parta lo scatto: alzando quel valore registri solo chi si ferma davvero, cioè chi vuole entrare, il postino o chi ha qualcosa da dirti.

Devo allargare il foro per montare uno spioncino digitale?

No: il foro è esattamente lo stesso dello spioncino tradizionale, e i dispositivi sono fatti per entrare in quello che hai già. Puoi sostituire uno spioncino a vetro con uno digitale senza toccare l’anta. La cosa da controllare prima di comprare è lo spessore della porta, perché ogni modello dichiara un range di spessori compatibili e i portoncini blindati stanno spesso nella fascia alta.

Avvertenze e fonti

Questo articolo ha scopo informativo e divulgativo: non sostituisce il parere di un legale né la valutazione del caso concreto, che dipende dalla conformazione del tuo pianerottolo, dal dispositivo scelto e dall’uso che ne fai. Se hai una controversia in corso con il condominio o con un vicino, rivolgiti a un avvocato.

Fonti per approfondire:

Immagine di Mauro Semonella
Mauro Semonella
Ciao, sono Mauro. Lavoro nel mondo dei serramenti da quando avevo 18 anni e mi sono specializzato in finestre insonorizzate e porte blindate ad alte prestazioni. Ogni articolo di questo blog nasce dalla mia esperienza diretta in cantiere e viene scritto o revisionato personalmente da me. Credo nella competenza, nella formazione continua e nel valore di un lavoro fatto bene.

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