Furti in appartamento a Milano: i dati veri e cosa dicono sulle zone

Nel 2024 nel comune di Milano sono stati denunciati 3.152 furti in abitazione, contro i 9.426 del picco 2014: un calo di due terzi in dieci anni. Il dato che sorprende riguarda la cintura, perché Como e Monza e Brianza sono seconda e terza in tutta Italia mentre Milano è quarantaduesima.

Quanti furti in appartamento ci sono davvero a Milano, e quali sono le zone più colpite?

Nel 2024 nel comune di Milano sono stati denunciati 3.152 furti in abitazione, 9.451 in tutta la provincia. Il tasso provinciale è di 291,2 ogni 100.000 abitanti, contro una media italiana di 263,9: Milano sta sopra di circa il 10% ed è 42ª su 106 province.

Il dato che ribalta la percezione riguarda la cintura. Como è seconda in tutta Italia, Monza e Brianza terza, Varese nona: attorno al capoluogo il rischio è più alto di oltre la metà.

Sulle singole zone della città il dato pubblico si ferma prima. Gli open data del Comune arrivano al territorio comunale nel suo insieme e non scendono a municipio o a quartiere.

In questa guida ti spiego:

  • quanti furti in appartamento ci sono a Milano, anno per anno dal 2006
  • perché nell’hinterland si ruba più che in città e cosa c’entra il tipo di casa
  • fino a che punto arrivano i dati su una singola zona
  • da dove e a che ora entrano i ladri nelle case milanesi

Cominciamo dalla serie storica, che racconta un crollo.

Quanti furti in appartamento ci sono a Milano

I furti in abitazione a Milano, anno per anno

Denunce alle forze dell’ordine dal 2006 al 2024. Passa sopra una colonna per leggere il valore.

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Fonte: ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria, indicatore furti in abitazione. Dati riferiti all’anno in cui il furto è stato denunciato.

Il picco è il 2014, con 9.426 furti nel solo comune di Milano. Da lì la curva scende senza interruzioni fino al 2020, e nel 2024 si ferma a 3.152.

Sono due terzi in meno in dieci anni, il calo più marcato fra le grandi città italiane. Guardando la provincia il movimento è lo stesso: dai 20.123 furti del 2014 ai 9.451 del 2024.

La discesa comincia prima del 2020, quindi non si spiega con le chiusure: già nel 2019 il comune era sceso a 4.947, quasi la metà del picco.

Una nota su tutti i numeri di questa pagina. Contano le denunce presentate, quindi restano fuori i furti che nessuno segnala e i tentativi che si fermano prima: a livello nazionale questi ultimi hanno riguardato circa 8 milioni di persone.

La classifica di tutte le province italiane, con la posizione di Milano, è in dove ci sono più furti in Italia. La stessa analisi sulla capitale, che si comporta in modo opposto, è in furti in appartamento a Roma.

Perché nell'hinterland si ruba più che in città

case sul lago di como con giardini e accessi indipendenti nella provincia piu colpita dai furti
Como è la seconda provincia d'Italia per furti in abitazione. Case con giardino, quattro lati esposti e più vie di accesso: il contrario di un appartamento ai piani alti.

Fuori Milano il rischio cresce, e di parecchio.

Le province della Lombardia a confronto

Furti in abitazione denunciati nel 2024 ogni 100.000 abitanti.

Como2ª su 106 453,0
Monza e Brianza3ª su 106 451,1
Varese9ª su 106 419,5
Lecco16ª su 106 377,8
Brescia19ª su 106 370,4
Pavia22ª su 106 356,3
Bergamo33ª su 106 322,6
Milano42ª su 106 291,2
media Italia 263,9

Milano ha il numero assoluto più alto della Lombardia, 9.451 furti, ed è nona su dodici province lombarde per rischio. Como e Monza e Brianza sono seconda e terza in tutta Italia.

Fonte: ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria, tasso per 100.000 abitanti, anno 2024. La posizione è calcolata sulle 106 province con dato disponibile.

Como sta al secondo posto in Italia con 453 furti ogni 100.000 abitanti, Monza e Brianza al terzo con 451,1. Sono valori più alti del 55% rispetto ai 291,2 del capoluogo.

Varese, Lecco, Brescia, Pavia, Bergamo e Mantova superano tutte Milano. Su dodici province lombarde il capoluogo è nono per rischio: solo Cremona, Lodi e Sondrio stanno meglio.

La spiegazione più solida riguarda il tipo di casa. L'hinterland lombardo è fatto di villette, case a schiera e palazzine basse: abitazioni con quattro lati esposti, un giardino attorno e più di una via di fuga.

Un appartamento al quarto piano ha un solo ingresso e un pianerottolo davanti. Una casa indipendente ha porta principale, portafinestra sul giardino, garage, taverna e finestre raggiungibili senza attrezzi.

Chi lascia Milano per l'hinterland cercando tranquillità si muove nella direzione opposta, almeno per quanto riguarda i furti in casa. Vale la pena saperlo prima di scegliere dove abitare.

Le zone di Milano e cosa dicono i dati

zone di milano e furti in casa i palazzi lungo il naviglio grande
Le liste di quartieri milanesi nascono dalla cronaca cittadina: raccontano gli episodi, senza cifre e senza un anno dichiarato.

La rilevazione pubblica italiana arriva alla provincia, e per i capoluoghi al comune. Sotto quel livello i furti in abitazione non vengono conteggiati separatamente.

Il Comune di Milano pubblica un proprio dataset sui reati denunciati, con la serie dal 2004 e la ripartizione per tipo di reato. Riguarda però tutto il territorio comunale, senza distinzione fra municipi o fra NIL.

ISTAT e Ministero dell'Interno si fermano alla provincia. Il risultato è che per il quartiere non esiste una cifra pubblicata da nessuno.

Da dove arrivano le liste di quartieri

Le classifiche di zone che si trovano online hanno tutte la stessa origine: la cronaca cittadina.

Il Corriere della Sera ha indicato le aree semicentrali come Monforte, Città Studi, Risorgimento, Sempione e Ticinese. Il Giorno ha segnalato in più occasioni Quarto Oggiaro, Giambellino-Lorenteggio e San Siro.

Sono elenchi di episodi raccontati, senza cifre e senza un anno dichiarato. Danno il polso di quello che sta succedendo, e vanno letti per quello.

C'è anche un effetto di risonanza da tenere presente. Quando una zona finisce sui giornali, chi ci abita presta più attenzione e denuncia di più, e nelle settimane successive escono altri articoli sulla stessa zona.

Le tre fonti che valgono per il tuo isolato

Per sapere cosa succede davvero sotto casa tua ci sono canali molto più precisi di qualsiasi classifica.

L'amministratore del tuo condominio ha il quadro delle effrazioni e dei tentativi nello stabile e in quelli vicini. È il dato più vicino a te che esista, e si ottiene con una telefonata.

Il commissariato di zona segue il territorio giorno per giorno e risponde volentieri a chi chiede consiglio. La Polizia di Stato pubblica inoltre un decalogo di prevenzione.

I gruppi di vicinato ben moderati raccolgono i tentativi che non arrivano mai a denuncia, e sono spesso il primo segnale che qualcosa si sta muovendo in via.

Da dove entrano i ladri nelle case a Milano

Da dove entrano i ladri in casa

Punto di accesso dei furti in abitazione, ricostruito da chi li ha subiti. Dato nazionale.

Porta principalel'ingresso di casa 33,7%
Finestra o portafinestracompresi i balconi 46,4%
Porta secondariagarage, cantina, servizio 14,6%
Non ricostruitola vittima non sa da dove 5,3%
porte finestre e portefinestre non ricostruito

Sommando la porta principale e quella secondaria, le porte valgono il 48,3%: piu' di finestre e portefinestre messe insieme. E' il varco piu' usato, e insieme quello a cui si pensa per ultimo.

Fonte: osservatorio sulla sicurezza della casa Censis-Verisure, quarta edizione 2025, indagine sulle vittime di furto in abitazione.

Le porte pesano più delle finestre, sommando ingresso principale e accessi secondari. È il dato nazionale, e a Milano si combina con due elementi urbanistici molto locali.

Il primo è il cortile. Gran parte dei palazzi milanesi ha un portone su strada che immette in una corte interna, dalla quale partono più scale, i box e le cantine.

Chi entra in cortile è dentro il perimetro e fuori dalla vista della strada. Il portone resta aperto per ore fra corrieri, residenti e attività commerciali, e le portinerie presidiate ormai sono poche.

Il secondo è il ballatoio delle case di ringhiera. È un corridoio continuo che serve tutti gli alloggi del piano: chi sale una scala arriva a piedi davanti a ogni porta, senza incontrare altre barriere.

Nei palazzi con corte anche i piani bassi meritano attenzione. Le finestre che affacciano sul cortile vengono percepite come interne e protette, e per questo restano socchiuse più a lungo.

L'analisi completa delle vie d'accesso, con i dati per tipo di abitazione, è in come entrano i ladri in casa.

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A che ora entrano i ladri nelle case a Milano

Sulle fasce orarie il comportamento è nazionale, e vale per Milano come per il resto d'Italia.

A che ora entrano i ladri in casa

Quota dei furti in abitazione denunciati nel 2024, per fascia oraria. Dato nazionale.

Notte0-7 10,5%
Mattina7-14 20,0%
Pomeriggio14-20 31,7%
Sera20-24 28,1%
Ora ignotanon ricostruita 9,7%

Fra le 14 e mezzanotte si concentra il 59,8% dei furti. Le ore piccole, quelle a cui si pensa per prime, valgono il 10,5%.

Fonte: osservatorio sulla sicurezza della casa Censis-Verisure, quarta edizione 2025, su dati SDI/SSD del Ministero dell'Interno.

Il momento più battuto è il tardo pomeriggio, seguito dalla prima serata. Le ore piccole, quelle a cui si pensa per prime, raccolgono una quota marginale.

Nella grande maggioranza dei casi in casa non c'era nessuno. Chi entra sceglie apposta le finestre temporali in cui l'appartamento è vuoto, e il tardo pomeriggio le unisce entrambe: alloggi ancora deserti e luce che cala.

Milano aggiunge una variabile sua: si svuota nei fine settimana e nei ponti. Interi quartieri di pendolari e fuorisede restano silenziosi per giorni, e la finestra di rischio si allunga.

Il quadro completo per fasce, giorni della settimana e mesi dell'anno è in quando entrano i ladri in casa.

Cosa rende diversa una casa milanese

porte blindate nei palazzi storici di milano una via del centro verso il castello sforzesco
Nei palazzi d'epoca il portoncino deve armonizzarsi con gli altri del pianerottolo: il pannello si riproduce, la struttura dietro si cambia.

Il patrimonio edilizio della città ha caratteristiche che si riflettono direttamente sull'ingresso.

La maggior parte degli appartamenti sta in edifici tirati su fra gli anni Cinquanta e i Settanta. Molti hanno ancora il portoncino di allora, oppure una blindatura montata tre decenni fa: il componente che regge peggio il passare del tempo è il cilindro, perché le tecniche di apertura si sono evolute mentre lui restava identico.

Il pianerottolo milanese serve spesso tre o quattro appartamenti, con l'ascensore che si apre direttamente sul ripiano e poca luce naturale. Chi ci lavora sopra ha tempo e discrezione.

Nelle case di ringhiera il ballatoio è spazio comune a tutti gli effetti, e questo cambia il ruolo della porta: diventa l'unica separazione fra l'appartamento e un corridoio percorribile da chiunque abbia varcato il portone.

Resta il capitolo dei vincoli estetici. Nei palazzi d'epoca il portoncino deve armonizzarsi con gli altri del pianerottolo, e molte famiglie rimandano per questo: in Ariete abbiamo una falegnameria interna che riproduce il pannello condominiale, così davanti resta tutto uguale e cambia solo la struttura dietro.

Per vedere e toccare le porte, lo showroom di Milano è in viale Romagna 46, e ci trovi anche a Monza, Genova e Roma.

Conclusioni

Milano ha dimezzato e più i suoi furti in abitazione in dieci anni, passando dai 9.426 del 2014 ai 3.152 del 2024 nel comune. Il tasso provinciale resta appena sopra la media nazionale, e vale la 42ª posizione su 106.

Il dato che conta per chi sceglie dove vivere è però un altro: la cintura è messa peggio della città, con Como e Monza e Brianza seconda e terza in tutta Italia.

Per la singola zona la statistica pubblica non arriva, e le informazioni utili vengono dall'amministratore, dal commissariato e dai vicini.

Quello su cui puoi intervenire è l'ingresso, che a Milano conta più che altrove: cortili che tolgono la vista dalla strada, ballatoi che portano un corridoio comune davanti a ogni porta, pianerottoli condivisi e blindature progettate per un'epoca diversa. Le priorità di intervento sono elencate in come difendersi dai ladri.

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Domande frequenti

Quanti furti in appartamento ci sono a Milano?

Nel 2024 il comune di Milano ha registrato 3.152 furti in abitazione denunciati e la provincia 9.451, secondo i dati ISTAT. Il tasso provinciale è di 291,2 ogni 100.000 abitanti contro una media italiana di 263,9, e vale la 42ª posizione su 106 province. Rispetto al picco del 2014, quando nel solo comune se ne contarono 9.426, il calo supera i due terzi.

Quali sono le zone di Milano con più furti in appartamento?

Una cifra per quartiere non viene pubblicata da nessuna fonte. Gli open data del Comune coprono il territorio comunale senza distinguere municipi o NIL, mentre ISTAT e Ministero dell'Interno si fermano alla provincia. Gli elenchi che circolano online riprendono la cronaca: il Corriere ha citato Monforte, Città Studi, Risorgimento, Sempione e Ticinese, Il Giorno ha segnalato Quarto Oggiaro, Giambellino-Lorenteggio e San Siro.

È più sicuro abitare a Milano o in provincia?

Per i furti in casa la città è messa meglio. Como è seconda in Italia con 453 furti ogni 100.000 abitanti e Monza e Brianza terza con 451,1, contro i 291,2 di Milano: nella cintura il rischio supera del 55% quello del capoluogo. Pesa il tipo di abitazione: villette e case a schiera hanno quattro lati esposti, giardino e più vie di accesso, mentre un appartamento ai piani alti ne ha una sola.

I furti in casa a Milano stanno aumentando?

No, sono in forte calo da un decennio. Nel comune si è passati da 9.426 denunce nel 2014 a 3.152 nel 2024, con il minimo di 2.740 toccato nel 2020. La discesa era già iniziata prima del 2020 e negli ultimi anni la curva si è stabilizzata poco sopra le tremila denunce annue.

Le case di ringhiera sono più esposte ai furti?

Hanno una particolarità che conta: il ballatoio. È un corridoio continuo che serve tutti gli appartamenti del piano, quindi chi ha superato il portone arriva a piedi davanti a ogni porta senza incontrare altre barriere. In quella configurazione il portoncino d'ingresso è l'unico elemento che separa la casa da uno spazio comune, e la sua qualità pesa più che in un condominio con scale chiuse.

Serve la classe 3 o la classe 4 in un condominio milanese?

Dipende da quanto è isolato il tuo pianerottolo e da quanto a lungo ci si può lavorare senza essere visti. In un palazzo con portone spesso aperto, corte interna che nasconde alla strada, ripiano condiviso e illuminazione scarsa, le condizioni somigliano a quelle di una casa indipendente e la classe 4 è la scelta coerente. Le due classi si distinguono per spessore della lamiera, punti di chiusura, rinforzi e ancoraggi: il confronto è nella guida alle classi antieffrazione.

Avvertenze e fonti

Questa guida ha scopo informativo e si basa su denunce presentate alle forze dell'ordine, che non coincidono con i furti effettivamente avvenuti: restano esclusi gli episodi mai segnalati e i tentativi non riusciti.

Non pubblichiamo classifiche delle zone cittadine perché nessuna fonte pubblica le sostiene. I quartieri nominati nell'articolo compaiono come rassegna di cronaca, con l'indicazione delle testate.

Fonti dei dati:

Immagine di Mauro Semonella
Mauro Semonella
Ciao, sono Mauro. Lavoro nel mondo dei serramenti da quando avevo 18 anni e mi sono specializzato in finestre insonorizzate e porte blindate ad alte prestazioni. Ogni articolo di questo blog nasce dalla mia esperienza diretta in cantiere e viene scritto o revisionato personalmente da me. Credo nella competenza, nella formazione continua e nel valore di un lavoro fatto bene.

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