Dove ci sono più furti in Italia? E soprattutto: la provincia in cui vivi tu è messa bene o male?
La risposta smentisce il titolo di giornale che leggi ogni anno.
La provincia con più furti in abitazione in rapporto agli abitanti è Pisa, con 543,7 furti ogni 100.000 residenti, seguita da Como (453,0) e Monza e Brianza (451,1). La media delle province si ferma a 249,8.
Contando le denunce una per una, invece, comanda Roma con 12.537 furti in abitazione nel 2024, davanti a Milano (9.451) e Torino (5.613). Sono le tre province più colpite d’Italia in valore assoluto, e da sole valgono quasi un furto denunciato su cinque.
Sono però anche le province con più case e più abitanti. Rapportando quelle denunce ai residenti, che è l’unico modo per confrontare territori di dimensioni diverse, Roma scende al 24° posto e Milano al 36°: restano sopra la media, ma la testa della classifica è altrove.
Il motivo di questo ribaltamento è tecnico e vale la pena capirlo subito: le classifiche che vedi sui giornali riguardano tutti i reati insieme, dai borseggi alle truffe online. Sul singolo reato “furto in abitazione” la geografia è un’altra.
In questa guida ti spiego:
- quanti furti in casa ci sono nella tua provincia, con uno strumento per cercarla
- la classifica completa delle 106 province italiane, in numero assoluto e per abitante
- la classifica delle regioni, con i furti totali di ognuna
- perché il Nord ha più furti in casa del Sud, al contrario di quello che si crede
- come siamo messi rispetto all’Europa e agli Stati Uniti
- cosa significa davvero il numero della tua zona, e cosa cambia per te
Comincia cercando la tua provincia, così il resto dell’articolo lo leggi con il tuo dato in mano.
Indice degli argomenti
ToggleFurti in Italia: cerca la tua provincia
Scrivi il nome della tua provincia nel campo qui sotto e vedi come si colloca rispetto al resto d’Italia.
Il dato che conta è quello ogni 100.000 abitanti, perché è l’unico confrontabile fra territori di dimensioni diverse. Nello strumento trovi comunque entrambi i valori: le denunce in numero assoluto e il tasso rapportato alla popolazione.
Da dove arrivano questi numeri. Sono le denunce raccolte dalla banca dati interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, pubblicate dall’ISTAT e riferite all’anno 2024. L’indicatore che usiamo qui è quello specifico dei furti in abitazione, disponibile per 106 province.
Quanti furti in casa ci sono nella tua provincia
Scrivi il nome della tua provincia e confrontala con la media italiana.
Fonte: elaborazione sui dati ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria, denunce 2024. 106 province. Media delle province: 249,8 furti in abitazione ogni 100.000 abitanti.
| # | Provincia | Furti | Ogni 100.000 ab. |
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Il pulsante in fondo apre la classifica completa delle 106 province, ordinata dalla più colpita alla più tranquilla.

Furti in Italia: statistiche provincia per provincia
La mappa dei furti in abitazione, provincia per provincia
Passa il mouse su una provincia, o toccala da telefono, per vedere i suoi numeri. Più il colore è scuro, più i furti sono frequenti.
Nessuna provincia selezionata. Scegline una sulla mappa o dalla lista qui sotto.
Furti ogni 100.000 abitanti
Sud Sardegna: la fonte non pubblica il dato
Le dieci province più colpite
Fonte: elaborazione sui dati ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria, denunce 2024. 106 province. Media delle province: 249,8 furti in abitazione ogni 100.000 abitanti.
Le prime dieci posizioni disegnano una fascia molto precisa del Paese.
In testa c'è Pisa, con 2.273 furti in abitazione denunciati nel 2024 e un tasso di 543,7 ogni 100.000 abitanti, più del doppio della media nazionale. Seguono Como (2.709 furti, 453,0) e Monza e Brianza (3.961 furti, 451,1): due province lombarde subito dietro la testa toscana.
Dietro di loro arrivano Padova (4.050 furti, 434,6), Firenze (4.259 furti, 430,9), Perugia (2.718 furti, 426,9), Rimini (1.201 furti, 353,1), Lucca (1.297 furti, 339,9) e Ravenna (1.439 furti, 371,6).
È una fascia continua che va dalla Toscana all'Emilia, al Veneto, alla Lombardia. Sono territori densi, ricchi, con molte case indipendenti, buone infrastrutture stradali e una posizione che rende comodi gli spostamenti veloci.
All'estremo opposto si trovano Oristano (78 furti, 50,0 ogni 100.000 abitanti), Crotone (100 furti, 61,8), Nuoro (130 furti, 62,9), Messina (430 furti, 71,9) e Cagliari (569 furti, 73,1). Fra la prima e l'ultima provincia il rapporto sul tasso è di quasi dieci a uno.
Perché Milano e Roma non guidano la classifica

Qui sta il fraintendimento che ribalta tutto, ed è una questione di quale numero si guarda.
Roma, Milano e Torino sommano da sole 27.601 furti in abitazione denunciati nel 2024, quasi un quinto di tutte le denunce raccolte nelle 106 province. Sono cifre enormi, e in valore assoluto nessuno le batte.
Il punto è che sono anche le province con più case e più abitanti. Rapportando al numero di residenti, Roma scende al 40° posto con 296,8, Milano al 42° con 291,2 e Torino al 53° con 254,6: restano tutte e tre sopra la media italiana, e sono tutte e tre lontane dalla testa.
Le classifiche della criminalità che escono ogni anno sui giornali sommano tutti i reati, e in quel calcolo pesano moltissimo i borseggi, i furti in negozio, le truffe e i reati che nelle grandi città sono strutturalmente più frequenti. Il furto in abitazione è una voce sola di quel totale, e si distribuisce in modo diverso.
La lezione pratica è di metodo. Quando leggi una classifica sulla sicurezza, guarda sempre due cose: di quale reato si parla e se il dato è assoluto o rapportato agli abitanti. Cambiando uno dei due, cambia la risposta.
Il Nord ha più furti in casa del Sud

Nelle prime venti posizioni non c'è quasi nessuna provincia meridionale, e nelle ultime venti quasi solo province del Sud e delle isole.
È il contrario della percezione comune, e le ragioni sono abbastanza chiare. Il furto in abitazione è un reato che segue la ricchezza: chi ruba nelle case cerca posti dove ci sia qualcosa da portare via, e le province più benestanti offrono un ritorno atteso più alto.
Contano poi la densità abitativa e il tipo di case. Le villette a schiera e le case indipendenti con giardino, molto diffuse nel Centro-Nord, hanno più vie d'accesso e più punti in ombra rispetto a un appartamento al quarto piano.
C'è infine la mobilità. Le zone attraversate da grandi assi stradali permettono di arrivare, agire e allontanarsi in fretta, e questo pesa più di quanto sembri nella scelta della zona.
Una precisazione doverosa sui dati. Questi numeri contano le denunce, quindi risentono anche della propensione a denunciare, che può variare da territorio a territorio. La differenza fra 481 e 50 ogni 100.000 abitanti resta comunque troppo ampia per essere spiegata solo così.
Qual è la regione più pericolosa d'Italia, e la più sicura
Sommando le province regione per regione, la Lombardia è quella con più furti in casa in assoluto e l'Umbria quella più colpita in rapporto agli abitanti.
Nel grafico qui sotto passi da una classifica all'altra con i pulsanti, e toccando una regione vedi il dettaglio con la sua provincia peggiore.
La classifica delle regioni più pericolose in Italia, per furti in abitazione
Tocca una regione per il dettaglio. Passa dai furti totali al dato per abitante con i pulsanti qui sotto.
la linea tratteggiata è l'Italia, 263,9 ogni 100.000 abitanti
Fonte: elaborazione Ariete sui dati ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria (denunce 2024). I valori di ogni regione sono la somma delle sue province. Il tasso italiano di 263,9 è il totale nazionale diviso gli abitanti: è cosa diversa dai 249,8 citati sopra, che sono la media semplice delle 106 province, dove Oristano pesa quanto Roma. La Sardegna non comprende la provincia del Sud Sardegna, che nella fonte non ha dato.
| Regione | Furti | Ogni 100.000 ab. | Province | Provincia più colpita |
|---|
Qual è la regione più sicura d'Italia per furti in abitazione? E la più pericolosa?
La Lombardia guida i numeri assoluti con 34.333 furti in abitazione denunciati nel 2024, davanti a Veneto (18.560), Lazio (16.464) ed Emilia-Romagna (15.906). È la stessa distorsione che mette Roma e Milano in testa fra le province: dove ci sono più case ci sono più furti.
Rapportando agli abitanti la classifica cambia testa. Sale l'Umbria, con 412,2 furti ogni 100.000 residenti, seguita da Toscana (396,7), Veneto (382,4) ed Emilia-Romagna (356,9), mentre la Lombardia scende al quinto posto con 342,6.
Il fondo della classifica è tutto meridionale e insulare, con Sardegna (82,7), Calabria (85,9) e Basilicata (110,6). Fra l'Umbria e la Sardegna il divario è di quasi cinque a uno.
Il caso che spiega meglio la differenza fra i due modi di contare è la Campania: settima per numero di furti con 9.812 denunce, quattordicesima su venti quando quelle denunce vengono rapportate ai residenti.
Esiste poi un terzo indicatore su base regionale, e misura una cosa più larga del solo furto.
L'indice regionale della sicurezza domestica del Censis mette insieme il rischio di subire reati in casa, gli incidenti domestici e la percezione di sicurezza di chi ci abita. Nella classifica 2025 la regione più sicura è per il terzo anno consecutivo le Marche (117,9), seguita da Sardegna (115,2) e Calabria (110,8).
All'ultimo posto c'è il Lazio (71,1), preceduto da Campania (85,0) e Lombardia (92,6). La Liguria si colloca a metà classifica con 100,7.
Vale la pena tenere separati i due strumenti. L'indice del Censis racconta come si vive in una regione nel complesso, la classifica dei furti dice quante case vengono svaligiate davvero ogni 100.000 abitanti.
Le due letture comunque si somigliano parecchio: le regioni in fondo alla classifica dei furti, dalla Sardegna alla Calabria, sono le stesse che il Censis mette in cima alla sicurezza domestica.
La classifica dei paesi europei per furti in casa
Allargando lo sguardo all'Europa l'Italia risulta sesta per furti in casa ogni 100.000 abitanti e seconda per numero assoluto.
Il dato europeo arriva da Eurostat, che raccoglie le denunce delle polizie nazionali con una definizione comune di furto in abitazione, e il numero italiano che ci mette dentro è 155.590: lo stesso che hai letto sopra.
Furti in casa in Europa: la classifica dei paesi
Tocca un paese per il dettaglio. Passa dai furti totali al dato per abitante con i pulsanti qui sotto.
la linea tratteggiata è la media dei 27 paesi, 142,2 ogni 100.000 abitanti
Fonte: Eurostat, banca dati crim_off_cat, indicatore burglary of private residential premises (classificazione ICCS), denunce alla polizia 2024. La media di 142,2 è il totale dei 27 paesi diviso i loro abitanti. Eurostat avverte che differenze di legge, di prassi di registrazione della polizia e di propensione a denunciare limitano il confronto fra paesi.
| Paese | Furti | Ogni 100.000 ab. |
|---|
In testa c'è la Danimarca, con 370,9 furti in abitazione ogni 100.000 abitanti, seguita da Svezia (319,9), Belgio (311,5), Svizzera (307,7) e Francia (295,5).
L'Italia arriva subito dopo con 263,8, mentre la media dei 27 paesi rilevati si ferma a 142,2: siamo quasi al doppio. Dietro di noi ci sono Spagna (166,8) e Germania (94,0), e in fondo alla classifica Slovacchia (15,4) e i paesi baltici.
Sui numeri assoluti vale lo stesso ribaltamento che hai visto fra le province. Lì comanda la Francia con 202.894 furti e l'Italia è seconda con 155.590, cioè più di un furto in casa su cinque di tutta l'Unione Europea, mentre come popolazione pesiamo circa il 13%.
Il motivo per cui davanti a noi ci sono paesi considerati tranquilli è lo stesso che spiega la classifica italiana. Il furto in abitazione segue la ricchezza e il tipo di case, e Danimarca, Svezia e Belgio hanno redditi alti e moltissime abitazioni indipendenti.
La Germania è il caso che colpisce di più, perché con 94,0 furti ogni 100.000 abitanti sta a un terzo del dato italiano pur avendo redditi più alti dei nostri.
Una precisazione che nessuno fa quando rilancia questa classifica. Lo scrive Eurostat stessa: differenze di legislazione, di prassi di registrazione della polizia e di propensione a denunciare limitano il confronto fra un paese e l'altro. Dove l'assicurazione sulla casa è diffusa si denuncia quasi sempre, e il paese risulta più colpito di quanto sia.
La classifica serve quindi a leggere gli ordini di grandezza. Che l'Italia stia molto sopra la Slovacchia è un fatto solido, che stia esattamente sesta e non quinta lo è molto meno.
Percentuale furti in Italia rispetto agli Stati Uniti
In rapporto agli abitanti in Italia si ruba in casa più del doppio che negli Stati Uniti.
Una classifica mondiale affidabile non esiste, perché fuori dall'Europa ogni paese misura un reato diverso, e gli Stati Uniti sono l'esempio perfetto del problema.
L'FBI pubblica un tasso di burglary di 229,2 ogni 100.000 abitanti per il 2024, un numero che sembra confrontabile con il nostro 263,8 ed è invece un'altra cosa: dentro ci sono anche negozi, uffici e magazzini.
Scendendo nel dettaglio della stessa rilevazione il quadro cambia.
Nel 2024 negli Stati Uniti i furti nelle abitazioni sono stati 405.776 su 779.542 totali, il che porta il tasso residenziale a circa 119 ogni 100.000 abitanti, meno della metà del nostro.
È una differenza che spiega molto sulle case americane, dove il portoncino d'ingresso è quasi sempre una porta di legno leggera, come racconto in perché negli Stati Uniti non usano le porte blindate.
Cosa significa davvero il numero della tua provincia
Un tasso alto dice che nella tua zona il fenomeno è frequente, e non dice quasi nulla sul tuo singolo appartamento.
All'interno della stessa provincia le differenze sono enormi. Contano il piano, il tipo di edificio, la presenza di un cortile o di un giardino, l'illuminazione della via, il vicinato, e soprattutto conta cosa il ladro si trova davanti quando arriva alla porta.
Vale però il ragionamento inverso, ed è quello utile. Se vivi in una provincia sopra la media, la stessa porta d'ingresso ti espone a una probabilità più alta di essere messa alla prova. Il tuo portoncino affronta lo stesso numero di tentativi che affronta il quartiere.
Ecco perché il dato locale ha senso come criterio di priorità di spesa, e non come motivo di allarme. In una provincia sopra la media, mettere in sicurezza l'ingresso prima di altre cose è semplicemente la scelta più razionale.
E se il tuo numero è sotto la media, la conclusione onesta è che sei messo meglio della maggioranza degli italiani, con una precisazione: la media nazionale è alta di suo, e in Italia il furto in casa resta il reato che preoccupa di più, davanti a tutti gli altri.
Cosa cambia in base a dove vivi

Il tipo di casa che prevale nella tua zona cambia il punto debole su cui conviene lavorare.
Nelle province di villette e case indipendenti, che sono quelle in testa alla classifica, il perimetro è largo: portefinestre sul giardino, porte secondarie di garage e cantina, finestre al piano terra. La porta d'ingresso resta il varco principale, e accanto ad essa vanno guardati gli accessi secondari.
Nelle grandi città a prevalenza di condomini, come Milano e Roma, il gioco si sposta sul pianerottolo: portone del palazzo attraversato con facilità, porta di casa al riparo da sguardi, e più tempo a disposizione per lavorarci.
Su tre città abbiamo guardato i numeri da vicino, con la serie storica dal 2006 e il confronto con le province vicine: furti in appartamento a Genova, a Milano e a Roma.
Le tre curve raccontano storie diverse: Milano ha perso due terzi dei furti in dieci anni, Genova poco più della metà, mentre Roma ha toccato il massimo della sua serie nel 2023.
In entrambi i casi la differenza la fa la stessa cosa: quanti minuti resiste la porta, che è quello che misurano le classi antieffrazione in laboratorio.
Sul territorio ci siamo anche fisicamente, e per chi vuole toccare le porte con mano abbiamo gli showroom a Milano, Monza, Genova e Roma.
Monza, con il suo settimo posto nazionale, è un caso che conosciamo da vicino.
Su una porta Ariete nessun tentativo di effrazione è mai andato a buon fine.
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Conclusioni
In Italia i furti in abitazione si concentrano in una fascia che va dalla Toscana all'Emilia, al Veneto e alla Lombardia, con Pisa in testa a 543,7 ogni 100.000 abitanti contro una media nazionale di 249,8.
Le grandi città guidano i numeri assoluti, con Roma a 12.537 furti e Milano a 9.451, e scendono parecchio quando il dato viene rapportato agli abitanti.
È la ragione per cui le classifiche generali della criminalità raccontano una storia diversa da questa: sommano tutti i reati, e il furto in casa ne è solo uno.
Il tuo numero di provincia serve a stabilire quanto è probabile che la tua porta venga messa alla prova, e lascia aperta l'unica domanda che conta davvero, cioè cosa succede quando qualcuno ci prova.
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Statistiche furti in casa Italia: domande frequenti
Rapportando i dati agli abitanti, la provincia più colpita è Pisa con 543,7 furti in abitazione ogni 100.000 residenti, seguita da Como (453,0) e Monza e Brianza (451,1). La media nazionale è di 249,8. In valore assoluto la classifica cambia completamente, perché conta la dimensione del territorio: lì comanda Roma con 12.537 furti denunciati nel 2024, davanti a Milano con 9.451.
Dipende da quale numero si guarda, e le due risposte sono entrambe corrette. Per numero assoluto è Roma, seguita da Milano e Torino, perché sono le province con più abitazioni. Per tasso ogni 100.000 abitanti, che è il dato confrontabile, comandano Pisa, Firenze e Lucca, mentre Roma è 24ª e Milano 36ª.
Perché il furto in abitazione segue la ricchezza e il tipo di case. Le province del Centro-Nord hanno redditi più alti, quindi un ritorno atteso maggiore per chi ruba, e una forte presenza di villette e case indipendenti, che hanno più vie d'accesso di un appartamento ai piani alti. Pesa anche la rete stradale, che permette di arrivare e allontanarsi in fretta. Nelle ultime venti posizioni della classifica ci sono quasi solo province del Sud e delle isole.
Secondo l'indice regionale della sicurezza domestica del Censis, per il terzo anno consecutivo sono le Marche (117,9), davanti a Sardegna (115,2) e Calabria (110,8). All'ultimo posto c'è il Lazio (71,1). Questo indice misura una cosa più larga del solo furto, perché mette insieme rischio di reato in casa, incidenti domestici e percezione di sicurezza di chi ci abita.
Nel breve periodo aumentano, nel lungo periodo calano parecchio. Nel 2024 sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione, +5,4% sul 2023, il quarto anno di crescita dopo il crollo del 2020. Guardando più indietro il quadro cambia: nel 2015 erano 234.726, quindi in dieci anni il calo è del 33,7%. I dati provvisori del primo semestre 2025 segnano -8,6%.
Sei messo meglio della maggioranza degli italiani, e vale la pena ricordare che la media nazionale è alta di suo. Il dato provinciale dice quanto è frequente il fenomeno intorno a te, e non dice nulla sul tuo singolo appartamento: dentro la stessa provincia contano il piano, il tipo di edificio, l'illuminazione della via e il vicinato. Serve a stabilire quanto è urgente intervenire, più che a decidere se farlo.
Rapportando i dati agli abitanti è la Danimarca, con 370,9 furti in abitazione ogni 100.000 residenti nel 2024, davanti a Svezia (319,9) e Belgio (311,5). L'Italia è sesta con 263,8, quasi al doppio della media dei 27 paesi rilevati, che è 142,2. In numero assoluto invece comanda la Francia con 202.894 furti e l'Italia è seconda con 155.590.
No, molto meno. Nel 2024 gli Stati Uniti hanno contato 405.776 furti in abitazione, cioè circa 119 ogni 100.000 abitanti, contro i 263,8 italiani. Attenzione al numero che circola di più, il 229,2 pubblicato dall'FBI: quello è il tasso di tutti i furti con scasso, negozi e uffici compresi, e non è confrontabile con il dato italiano.
Dalla banca dati interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, che raccoglie le denunce presentate alle forze dell'ordine. I dati sono pubblicati dall'ISTAT, si riferiscono all'anno 2024 e coprono 106 province. I dati regionali sulla sicurezza domestica arrivano invece dall'osservatorio Censis. Trattandosi di denunce, restano fuori sia i furti mai denunciati sia i tentativi non riusciti, che sono moltissimi.
Avvertenze e fonti
Questa guida ha scopo informativo e lavora su denunce, non su furti realmente avvenuti: restano quindi fuori sia i furti mai denunciati sia i tentativi falliti, che sono moltissimi. I dati provinciali coprono 106 province su 107, perché per il Sud Sardegna la fonte non pubblica il dato, e i valori regionali sono la somma delle province di ogni regione fatta da noi, non un numero pubblicato dalla fonte. I confronti fra paesi vanno letti per ordine di grandezza, perché legislazione, prassi di registrazione e propensione a denunciare cambiano da uno stato all'altro.
Fonti dei dati:
- ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria: denunce 2024 per provincia, indicatore furti in abitazione, base della classifica e della mappa
- Ministero dell'Interno, dati e statistiche: banca dati interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, da cui arrivano le denunce
- Censis, osservatorio sulla sicurezza della casa: indice regionale della sicurezza domestica, totale nazionale 2024 e serie storica
- Polizia di Stato, furti in abitazione: come difendersi dai ladri: consigli di prevenzione
- Eurostat, banca dati crim_off_cat: reati registrati dalla polizia, indicatore *burglary of private residential premises*, anno 2024, base della classifica europea
- FBI, UCR Summary of Reported Crimes in the Nation 2024: dati statunitensi, furti in abitazione e tasso complessivo



