Come aprono le porte blindate i ladri: le tecniche reali e cosa le ferma

I ladri lavorano su tre bersagli: il cilindro, il defender e la fessura fra anta e telaio. Le tecniche sono una decina in tutto, note da anni, e ognuna ha una contromisura che la annulla. Una porta blindata tiene quanto il suo pezzo più debole, e quasi sempre quel pezzo è il cilindro.

Come aprono le porte blindate i ladri, davvero? E soprattutto: la porta che hai in casa oggi regge, oppure è una di quelle che cedono in un minuto?

Ti rispondo subito, senza girarci intorno.

I ladri lavorano quasi sempre su tre bersagli precisi: il cilindro, il defender e la fessura fra anta e telaio. Le tecniche sono una decina in tutto, sono note da anni, e ognuna ha una contromisura specifica che la rende inutile.

Il punto è che una porta blindata è una somma di componenti, e la sua tenuta reale coincide con quella del pezzo più debole.

Questo spiega un fatto che sembra strano. Su una porta certificata seria certe tecniche non funzionano proprio, mentre sulla stessa porta con un cilindro da pochi euro comprato per risparmiare funzionano tutte.

In questa guida ti spiego:

  • le tecniche reali con cui si attacca una porta blindata, una per una
  • quali lasciano segni e quali aprono senza rompere niente
  • cosa ferma ognuna di loro, componente per componente
  • come capire se la porta che hai in casa oggi è ancora all’altezza

Cominciamo dal quadro d’insieme, che è il modo più veloce per orientarsi.

Come aprono le porte blindate i ladri, tecnica per tecnica

Nello strumento qui sotto trovi ogni tecnica con il suo bersaglio, le tracce che lascia e la contromisura che la annulla.

Clicca su una tecnica per aprirne la scheda. La tabella in fondo le mette tutte in fila, se preferisci leggerle insieme.

Le tecniche di effrazione su una porta blindata

Scegli una tecnica per vedere su cosa agisce, che tracce lascia e cosa la ferma.

Le tecniche sono quelle documentate da fabbri, forze dell’ordine e prove di laboratorio per la certificazione antieffrazione. Non esiste una statistica pubblica sulla frequenza d’uso di ciascuna, quindi qui non ne trovi.

Una precisazione onesta su questi dati. Troverai in giro percentuali su quale tecnica sia la più usata: nessuna di quelle cifre ha una fonte pubblica verificabile, quindi qui non ne trovi. Quello che si può dire con certezza è su cosa agisce ogni tecnica e cosa la ferma, perché sono fatti tecnici verificabili in laboratorio.

C’è una cosa che vale la pena notare guardando le schede. Le tecniche che aprono in pochi secondi sono anche quelle che lasciano meno segni, e sono tutte concentrate su un componente solo: il cilindro.

Gli attacchi al cilindro e alla serratura

Il cilindro è il pezzo più piccolo della porta ed è quello su cui si concentra la maggior parte del lavoro.

Il motivo è geometrico. È l’unico componente che si raggiunge dall’esterno, si sostituisce in dieci minuti e costa una frazione della porta, quindi è anche il punto su cui si risparmia più spesso.

Sulle porte più vecchie, però, il cilindro non c’è: al suo posto c’è una serratura a doppia mappa, e lì si lavora direttamente sul meccanismo con un attrezzo dedicato.

Il key bumping

key bumping porta blindata

Il bumping apre un cilindro vulnerabile in pochi secondi e senza quasi lasciare traccia.

Si usa una chiave sagomata, limata in modo che tutti i denti siano al massimo. La si infila nel cilindro e si dà un colpo secco: l’urto trasmette energia ai perni, che per un istante saltano tutti insieme sopra la linea di rotazione, e in quel millesimo di secondo il cilindro gira.

È una tecnica che si impara guardando un video, e questo la rende molto diffusa. Su un cilindro certificato anti-bumping il colpo non produce l’allineamento, perché perni e molle sono progettati con masse e reazioni differenti fra loro.

Il lock picking

lock picking porta blindata

Il picking allinea i perni uno a uno, a mano, finché il cilindro cede.

Servono un grimaldello e un tensore, e serve soprattutto manualità vera: a differenza del bumping richiede allenamento e sensibilità nelle dita, quindi è meno diffuso di quanto raccontino i film.

La difesa è nella costruzione del cilindro. Perni di forma irregolare, falsi scalini e contropiste rendono la lettura al tatto molto più lunga, e il tempo è esattamente ciò che chi lavora su una porta non ha.

La trapanatura del cilindro

trapanare serrature porte blindate

Qui si passa alla forza: una punta fora il cilindro sulla linea dei perni per distruggerli tutti insieme.

Poi basta un attrezzo piatto per ruotare il meccanismo. È rumorosa, lascia segni evidentissimi, e per questo si usa quando c’è la certezza di poter lavorare indisturbati.

La contromisura sta in inserti di acciaio temprato annegati dentro il cilindro, che mandano in crisi la punta, e nel defender, che tiene la punta lontana dal bersaglio. Se vuoi capire come si legge la qualità di questo componente, ho scritto una guida dedicata al cilindro europeo.

L’acido nella serratura

acido nella serratura

Qui non si forza niente: si versa un liquido corrosivo dentro il cilindro e si lascia lavorare il tempo.

Con una siringa viene iniettato acido nitrico nel foro della chiave. Il liquido raggiunge i componenti metallici interni del meccanismo e li corrode, in silenzio e senza attrezzi da scasso.

Poi il ladro se ne va, ed è questa la parte che rende la tecnica insidiosa. Torna a distanza di ore, quando il meccanismo ha ceduto, e a quel punto la porta si apre con pochissima forza.

È una tecnica arrivata da poco e concentrata nelle grandi città. A Roma se ne parla parecchio, e l’allarme riguarda anche Torino, Milano e Bologna, come hanno raccontato le cronache locali.

I segni ci sono, e stanno tutti intorno alla toppa. Cerca un alone scuro o una colatura sotto il foro della chiave, la vernice opacizzata in quel punto, un odore acre insolito sul pianerottolo.

Se la chiave comincia a girare male da un giorno all’altro senza un motivo, vale la pena farla controllare subito, prima che il ladro torni.

Contro l’acido la contromisura è diversa da tutte le altre di questo elenco.

Il metallo del cilindro conta poco, perché il problema è il liquido che ci arriva dentro: quello che serve è impedirgli di entrare.

Per questo la difesa che funziona è una barriera fisica davanti al buco della chiave, ed è esattamente la funzione del defender magnetico: la toppa resta coperta da una placca in acciaio e si scopre solo avvicinando una chiave magnetica.

La chiave bulgara sulle serrature a doppia mappa

chiave bulgara per serrature a doppia mappa: tensore e chiave morbida
La chiave bulgara è fatta di due pezzi: il tensore che mette in tensione il carrello e la chiave morbida che legge la cifratura

La chiave bulgara non forza niente: legge la serratura dall’interno e si costruisce da sola la copia della tua chiave.

Funziona su un bersaglio solo, ed è per questo che merita un capitolo a sé: le serrature a doppia mappa, quelle con la toppa larga e la chiave a stelo lungo che trovi sulle porte blindate montate fino ai primi anni Duemila.

Nella doppia mappa l’ingresso della chiave è grande, e questo lascia spazio per lavorare dentro il meccanismo.

L’attrezzo è fatto di due pezzi. Un tensore mette in tensione il carrello della serratura, esattamente come farebbe la chiave girando, e una chiave morbida con i denti mobili viene infilata accanto.

Scuotendo leggermente i due pezzi, i denti della chiave morbida si assestano sulle lamelle e assumono la cifratura esatta della chiave originale. Si ripete l’operazione per la seconda mappa, e il profilo è completo.

A quel punto il ladro ha in mano una copia funzionante e apre la porta come la apri tu, senza rumore e senza segni.

La serratura resta perfettamente integra, e questo è il vero problema: al rientro non trovi nulla di rotto, e senza prova dell’effrazione la pratica con l’assicurazione si complica.

La contromisura lavora sulla toppa, che è il punto debole vero di una doppia mappa: è larga, e lascia spazio per entrare con l’attrezzo.

Si cambia tecnologia e si passa al cilindro europeo di sicurezza protetto da un defender: il foro della chiave è stretto, il profilo è brevettato e non c’è modo di infilare tensore e chiave morbida.

Se sulla tua porta c’è ancora una doppia mappa, nella guida alla chiave bulgara trovi come funziona nel dettaglio e tutti i rimedi, kit anti chiave bulgara compresi.

Gli attacchi al defender e alla struttura

defender quadrato ariete contro le tecniche dei ladri

Quando il cilindro resiste, il lavoro si sposta su quello che lo circonda.

Il tubo innocenti e l’estrazione del cilindro

Questa è la tecnica che ha reso famose le porte blindate per il motivo sbagliato, ed è anche la più facile da neutralizzare.

Si calza un tubo di metallo sul defender, la placca che protegge il cilindro, e lo si usa come leva: ruotando con forza si strappa il defender e con lui viene via il cilindro, lasciando il foro completamente libero. Nella variante con la vite ad alta resistenza il cilindro viene invece estratto in trazione.

Il punto debole che rende possibile tutto questo è la forma tonda del defender, che offre al tubo una presa perfetta su tutta la circonferenza.

Il defender quadrato con angoli smussati delle porte Ariete lavora esattamente su quel dettaglio: la geometria squadrata toglie al tubo il punto d’appoggio necessario a ruotare. Contro questa famiglia di attacchi è la forma a fare il lavoro, prima ancora del materiale.

Una precisazione tecnica che si legge sbagliata quasi ovunque: l’antistrappo è una funzione del defender, che copre e protegge il cilindro dall’esterno. Il cilindro porta le certificazioni anti-trapano, anti-bumping e anti-picking, e la protezione dallo strappo arriva dalla placca che gli sta davanti.

La leva sul telaio

Il piede di porco resta l’attrezzo più usato in assoluto, e attacca la parte più grande della porta.

Si infila la punta nella fessura fra anta e telaio e si fa leva, per spanciare l’anta e far uscire i catenacci dalle loro sedi. Contro una porta leggera funziona in un attimo, e contro una porta seria diventa un lavoro lungo e molto rumoroso.

Qui il cilindro non c’entra niente. Contano lo spessore della lamiera dell’anta, il numero di punti di chiusura, i rinforzi del telaio e gli ancoraggi al muro, che sono esattamente gli elementi su cui si misura la classe antieffrazione.

C’è anche un fraintendimento comune sulle mandate. Nelle serrature blindate moderne i catenacci escono già al primo giro, e le mandate successive li fanno solo avanzare più a fondo nel telaio: aumentano la tenuta, e non il numero di punti di blocco.

Gli attacchi che non lasciano segni

Esistono due modi di entrare da una porta blindata senza toccare la serratura, e sono i più insidiosi di tutti.

Sono insidiosi perché al rientro non trovi nulla di rotto, e questo complica anche la denuncia e il rapporto con l’assicurazione, che chiede la prova dell’effrazione.

La copia abusiva della chiave

Se qualcuno ha una copia della tua chiave, nessuna tecnica di scasso serve: entra come entri tu.

Le chiavi comuni si duplicano in qualsiasi ferramenta senza che nessuno chieda niente, e una chiave può essere copiata durante un intervento in casa, riprodotta da un calco o smarrita e ritrovata da qualcun altro.

La difesa è a monte del problema. Le porte Ariete hanno una chiave brevettata che nessuna ferramenta può riprodurre, duplicabile solo da noi previa dimostrazione di proprietà.

C’è poi il sistema 5+1+1, cioè cinque chiavi d’uso più due chiavi di emergenza. Ogni chiave di emergenza ricodifica il cilindro una volta, quindi il cilindro ha in pratica tre vite: quella con cui nasce e le due combinazioni successive. Se sospetti che una copia sia in giro, annulli tutte le chiavi precedenti da solo, senza chiamare nessuno.

L’attacco allo spioncino

Lo spioncino è un foro già pronto nell’anta, e qualcuno ha pensato di sfruttarlo.

Si svita dall’esterno, e nel foro che resta si infila un’asta sottile con un uncino, per raggiungere la maniglia interna e abbassarla.

Le contromisure sono due, e la seconda vale più della prima. Serve uno spioncino antisvitamento, e serve soprattutto chiudere sempre a mandata: con i catenacci fuori dalle loro sedi, la maniglia interna diventa un pezzo inutile e la tecnica si ferma sul nascere.

Perché una porta blindata vecchia è il problema vero

La maggior parte delle porte blindate forzate in Italia sono porte che hanno fatto il loro tempo, montate quando queste tecniche ancora non esistevano.

Un portone blindato installato vent’anni fa nasceva contro un repertorio di attacchi diverso. Il bumping si è diffuso dopo, i defender tondi erano lo standard, e le serrature a doppia mappa erano considerate il massimo della sicurezza prima che la chiave bulgara le rendesse superate.

C’è poi l’usura, che lavora in silenzio. Cerniere che cedono, ante che si abbassano, catenacci che entrano male nelle loro sedi: una porta fuori registro chiude peggio, e chiudendo peggio offre più fessura su cui fare leva.

Tre segnali dicono che la tua porta merita una valutazione seria. Se la chiave gira a fatica o va accompagnata, se vedi luce fra anta e telaio con la porta chiusa, se il cilindro sporge dalla placca per più di due o tre millimetri, quella porta oggi lavora molto sotto le sue possibilità.

Sul rapporto fra componenti e tenuta complessiva trovi altro nella guida alla serratura per porta blindata.

Quanto resiste davvero una porta blindata

La resistenza di una porta si misura in minuti, in laboratorio, con attrezzi definiti da una norma.

È il senso delle classi antieffrazione: ogni classe corrisponde a un set di attrezzi e a un tempo minimo che la porta deve reggere sotto attacco continuo di un tecnico specializzato.

Le classi che hanno senso per un’abitazione sono la 3 e la 4. La differenza fra le due sta nella struttura: spessore della lamiera, numero di punti di chiusura, rinforzi del telaio e ancoraggi. Su una porta Ariete il cilindro e il defender sono gli stessi in entrambe le classi, perché quella parte è già al massimo di serie.

Quei minuti valgono più di quanto sembri. Chi lavora su un portoncino d’ingresso ha un budget di tempo e di rumore molto ristretto, e ogni minuto in più aumenta la probabilità che qualcuno si affacci. È la ragione per cui, oltre ai furti riusciti, 8 milioni di italiani hanno subito un tentativo che si è fermato prima.

Anche la Polizia di Stato mette la porta blindata al primo posto fra le misure di sicurezza passiva da adottare in casa.

Cosa ferma ognuna di queste tecniche su una porta Ariete

defender ariete che protegge la porta quando entrano i ladri

Rimettiamo insieme il quadro, perché ogni attacco dell’elenco ha una risposta precisa.

Contro bumping, picking e trapano lavora il cilindro brevettato, realizzato su nostra specifica, con le certificazioni che gli competono e gli inserti che fermano la punta.

Contro la chiave bulgara lavora la scelta di partenza: sulle porte Ariete non c’è nessuna serratura a doppia mappa, ma un cilindro europeo di sicurezza, e su quello l’attrezzo non ha proprio dove entrare.

Contro tubo innocenti ed estrazione lavora il defender quadrato con angoli smussati, unico sul mercato, che toglie al tubo la presa necessaria a ruotare.

Contro l’acido nella serratura lavora la protezione della toppa. Se lo chiedi, al posto del defender quadrato montiamo un defender magnetico, che il foro della chiave non lo lascia scoperto.

Contro la leva sul telaio lavorano la struttura dell’anta, i punti di chiusura e gli ancoraggi, tarati sulla classe scelta.

Contro le copie della chiave lavorano la chiave brevettata non riproducibile e il sistema 5+1+1.

E c’è un elemento che tiene insieme tutti gli altri: chi monta la porta. Un’anta eccellente ancorata male in un muro sbagliato perde gran parte di quello che promette la scheda tecnica, e per questo i nostri tecnici sono formati all’Accademia della Posa in Opera di Genova.

Il risultato di questa somma è un dato che diciamo con tranquillità: su una porta Ariete nessun tentativo di effrazione è mai andato a buon fine.

Vuoi sapere se la porta che hai oggi regge queste tecniche?

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Conclusioni

I ladri aprono le porte blindate attaccando tre punti soltanto: il cilindro, il defender e la fessura fra anta e telaio. Le tecniche sono poche e conosciute, e ognuna ha una contromisura che la rende inutile.

Le più veloci e silenziose lavorano tutte sul cilindro, ed è il componente su cui si risparmia più spesso; quelle brutali lavorano sulla struttura, e lì la differenza la fanno spessore, punti di chiusura e ancoraggi. Le più insidiose passano da una copia della chiave, e la serratura resta intatta.

La conclusione pratica è una sola. Una porta d’ingresso vale quanto il suo pezzo più debole, e su moltissime abitazioni quel pezzo è un cilindro economico su un portoncino per il resto decoroso, oppure una blindata degli anni Novanta che affronta tecniche nate dopo di lei.

Stai pensando di sostituire la porta blindata? In Ariete progettiamo e installiamo la porta completa, con struttura, serratura, cilindro e posa tarati sulla tua casa. Richiedi un preventivo e ne parliamo.

Domande frequenti

Come fanno i ladri ad aprire le porte blindate?

Attaccando il componente più debole. Le tecniche principali sono il key bumping e il lock picking sul cilindro, la trapanatura dello stesso cilindro, il tubo innocenti che strappa il defender, l’estrazione del cilindro con una vite in trazione e la leva con il piede di porco fra anta e telaio. A queste si aggiungono la chiave bulgara sulle vecchie serrature a doppia mappa, l’attacco allo spioncino svitato e l’uso di una copia abusiva della chiave, che aprono senza rompere nulla.

Quanto ci mette un ladro ad aprire una porta blindata?

Dipende quasi solo dalla qualità dei componenti. Su un cilindro economico il bumping lavora in pochi secondi, mentre su una porta certificata in classe 3 o classe 4 con cilindro e defender adeguati si passa a diversi minuti di lavoro rumoroso, che è il tempo che chi ruba non vuole spendere. Le classi antieffrazione misurano esattamente questo: i minuti di resistenza contro attrezzi via via più aggressivi.

Esiste una porta blindata inviolabile?

No, e chi lo promette sta esagerando. Una porta si progetta per resistere abbastanza a lungo da rendere il tentativo poco conveniente, e questo è il criterio con cui vengono certificate. Il dato che conta è che su una porta Ariete nessun tentativo di effrazione è mai andato a buon fine, e che ogni anno milioni di tentativi si fermano proprio davanti a una barriera fisica adeguata.

Il key bumping funziona su tutte le porte blindate?

No, funziona sui cilindri che non hanno protezioni specifiche. Un cilindro certificato anti-bumping è costruito con perni e molle di masse diverse, così l’urto non riesce ad allinearli tutti nello stesso istante. È il motivo per cui la scelta del cilindro pesa molto più di quanto suggerisca il suo prezzo rispetto al totale della porta.

Come capisco se hanno provato ad aprire la mia porta blindata?

I segni sono piccoli e concentrati intorno alla serratura. Cerca graffi e rigature attorno al foro della chiave, il cilindro leggermente ruotato rispetto alla placca, la vernice del telaio saltata all’altezza dei catenacci, ammaccature sul bordo dell’anta. Un indizio meno evidente è la chiave che comincia a girare a fatica senza un motivo: a volte è l’unica traccia rimasta dopo un tentativo di bumping o di picking.

Cambiare solo il cilindro basta a mettere in sicurezza la porta?

Migliora il punto più attaccato, e non risolve gli altri due. Un cilindro nuovo lascia intatti i problemi del defender, se è tondo, e della struttura, se l’anta è sottile o gli ancoraggi sono deboli. In Ariete progettiamo e installiamo la porta completa proprio per questo: i tre bersagli si difendono insieme, altrimenti il ladro si sposta semplicemente su quello rimasto scoperto.

Esiste un cilindro anti acido?

No, e la difesa contro l’acido si gioca da un’altra parte. Una volta che il liquido è dentro il meccanismo nessun metallo lo ferma, quindi il lavoro va fatto prima, impedendogli di entrare. La protezione che funziona è una barriera fisica davanti alla toppa, e oggi la più diffusa è il defender magnetico: copre il foro della chiave con una placca in acciaio che si apre solo avvicinando una chiave magnetica. Su una porta Ariete lo montiamo al posto del defender quadrato, se lo chiedi.

La serratura a doppia mappa è ancora sicura?

È superata, e da parecchio. Il suo ingresso chiave largo permette di lavorare direttamente in toppa, ed è quello che sfrutta la chiave bulgara, che ha reso obsolete quelle serrature. Oggi lo standard è il cilindro europeo di sicurezza protetto da un defender adeguato.

Perché i ladri preferiscono le tecniche che non lasciano segni?

Perché il tempo e il rumore sono i loro due nemici, e le tecniche silenziose li azzerano entrambi. C’è anche una conseguenza spiacevole per chi subisce il furto: senza segni di effrazione la prova diventa difficile, e molte polizze indennizzano il furto solo quando i mezzi di chiusura risultano violati. È un motivo in più per avere componenti che quelle tecniche le fermano a monte.

Immagine di Mauro Semonella
Mauro Semonella
Ciao, sono Mauro. Lavoro nel mondo dei serramenti da quando avevo 18 anni e mi sono specializzato in finestre insonorizzate e porte blindate ad alte prestazioni. Ogni articolo di questo blog nasce dalla mia esperienza diretta in cantiere e viene scritto o revisionato personalmente da me. Credo nella competenza, nella formazione continua e nel valore di un lavoro fatto bene.

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7 risposte

    1. Sono contento che ti siano serviti, Claudio. Se ti resta un dubbio su un pezzo preciso, il cilindro, il defender, la classe giusta per il tuo ingresso, scrivilo pure qui sotto, così la risposta resta anche per chi legge dopo di te.

      Un caro saluto,
      Andrea

  1. La soluzione si chiama antisismico.
    Come si tocca la porta scattano le sirene
    Piu di una e dislocate in posti nadcosti e difficilmente raggiungibili

    1. Giovanni, l’antisismico è la mossa giusta, e le sirene sparse in posti che non si raggiungono sono la parte che fa desistere prima ancora di cominciare.

      Ci aggiungo il pezzo che si vede meno. Il sensore legge le vibrazioni, quindi lavora benissimo sugli attacchi di forza, il trapano sul cilindro, la leva sul telaio, i colpi. Le tecniche silenziose invece di vibrazione ne fanno pochissima, e lì a fermare il tentativo è la qualità del cilindro e del defender. Le due cose non si sostituiscono, la porta compra i minuti, l’allarme li rende cari.

      Una nota sulla taratura, che è il punto dove queste installazioni si rovinano: su una porta di condominio, tra il vento, i portoni che sbattono e la gente che passa, un sensore troppo sensibile suona a vuoto, e dopo tre volte lo si tiene spento. Meglio farlo regolare bene da chi lo installa.

      Noi gli allarmi non li vendiamo, quindi te lo dico da fuori. Se ti va di vedere com’è fatta la parte che regge al trapano, cilindro e defender si guardano da vicino nei nostri showroom di Genova, Milano, Monza e Roma.

  2. Buongiorno, ho letto l’articolo di come aprono le porte blindate i ladri, mi sembra che manchi l’acido, abiro a Roma e molte abitazioni sono state aperte con l’acido. Sto per acquistare una vostra porta, vorrei sapere se i cilindri che montate sono anti acido o se eventualmente si puo’ montare un defendere quadrato magnetico. Grazie.

    1. Buongiorno Alessandro, hai messo il dito su una cosa vera.

      La tecnica dello scasso tramite acido è documentata, e a Roma se ne parla parecchio, con l’ultimo caso segnalato a Monte Sacro il 10 agosto.

      Ti rispondo su come funziona davvero.

      Non esiste un cilindro “anti acido”: contro un liquido corrosivo iniettato nella toppa il metallo del cilindro conta poco, quello che conta è impedire all’acido di arrivarci.

      Per questo la difesa vera è una barriera fisica davanti al buco della chiave, ed è esattamente la funzione del defender magnetico, che la toppa a vista non ce l’ha e si apre con una chiave magnetica. Il ragionamento che hai fatto è quello giusto.

      Visto che stai per acquistare, la cosa più utile è vederlo sulla configurazione precisa della tua porta: passa in showroom e parlane con il consulente che ha seguito la tua pratica, e ti diciamo esattamente cosa monta il modello che hai scelto.

      Un caro saluto,
      Andrea

      1. Buongiorno, sono gia’ stato allo showroom, ma prima che sapessi dell’acido, deve contattarmi il tecnico per il sopralluogo, chiedero’ a lui. Grazie.

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