Hai sostituito la porta blindata, hai la fattura in mano e ti stai chiedendo se devi mandare anche la comunicazione all’ENEA.
Te la spiego schermata per schermata, con le immagini vere del portale ENEA, così la compili senza rimanere bloccato a metà.
Questo è un esempio di compilazione ENEA per porta blindata preso da una pratica reale, non una spiegazione teorica: quella che molti chiamano dichiarazione ENEA è la stessa cosa di cui parliamo qui.
Prima però c’è una verifica da fare in trenta secondi, perché in parecchi casi questa pratica non va inviata affatto e rischi di perdere tempo per niente.
Dipende da come hai detratto la porta. Nella grande maggioranza dei casi la porta blindata si scarica come intervento di sicurezza, e in quel caso la comunicazione all’ENEA non va fatta affatto. Entra in gioco solo quando la porta è stata detratta con l’Ecobonus, oppure dentro una ristrutturazione edilizia che fa risparmiare energia.
Partiamo da lì, poi apriamo il portale.
In questa guida trovi:
- il controllo rapido per capire se la comunicazione ti riguarda
- come si compila il portale, passaggio per passaggio, con le schermate
- che valore di trasmittanza scrivere nei campi e cosa mettere in quello chiamato Confine
- come si sceglie tra i due sconti fiscali e cosa comporta ognuno
Vediamo punto per punto.
Indice degli argomenti
ToggleTi serve davvero questa pratica?
Rispondi a questa domanda prima di aprire il portale, perché in molti casi la comunicazione non va fatta.
La regola è una sola: la comunicazione ENEA riguarda soltanto i lavori che fanno risparmiare energia, non tutti quelli che si possono detrarre.
Tradotta nei tre casi concreti che ti riguardano:
Se hai detratto la porta in Ecobonus, la scheda è obbligatoria e va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Non ci sono eccezioni.
Se l’hai detratta come intervento di sicurezza per prevenire atti illeciti da parte di terzi, la comunicazione all’ENEA non serve. È il caso più diffuso di gran lunga: quasi tutte le porte blindate si scaricano così, e non richiedono nessuna pratica.
Se invece rientra nel Bonus Ristrutturazione per la sostituzione di una porta che delimita un ambiente riscaldato verso l’esterno o verso un locale non riscaldato, e l’intervento migliora la prestazione energetica dell’involucro, allora la comunicazione all’ENEA è prevista. Il caso tipico è la porta d’ingresso di un appartamento che separa l’ambiente riscaldato dal vano scala o pianerottolo non riscaldato.
Se rientri nel primo o nel terzo caso, la guida qui sotto ti porta fino all’invio. Sul perché la strada della sicurezza è la più battuta ne parlo più avanti, dopo la parte pratica.
Per aliquote, massimali e regole del bonifico c’è invece la guida dedicata al bonus porte blindate 2026.
Esempio di compilazione ENEA per porta blindata, schermata per schermata

Il portale si chiama Bonus Fiscali e ci si entra solo con SPID o CIE.
Se stai cercando come fare la registrazione al portale ENEA, ti risparmio la ricerca: non esiste più. L’accesso con email e password è stato chiuso, quindi tieni a portata di mano il telefono con l’app della tua identità digitale.
Ti mostro il percorso completo, così come lo affronta chi compila queste pratiche tutti i giorni.
Accesso al portale
Dalla home del sito Bonus Fiscali dell’ENEA clicchi su Accedi e scegli il provider con cui hai attivato lo SPID.

Inserisci username e password, poi confermi l’accesso dall’app con il codice temporaneo che compare sullo schermo.

Una volta dentro arrivi alla schermata principale e clicchi di nuovo su Accedi per entrare nell’area delle pratiche.
Scelta della pratica e anno
Qui scegli tra Ecobonus e Bonus Casa e indichi l’anno di riferimento.

La voce Bonus Casa riguarda gli interventi di recupero edilizio, quindi la porta blindata quando la sua sostituzione comporta un risparmio energetico, cioè quando divide una zona riscaldata da una zona non riscaldata.
L’anno da selezionare è quello in cui hai sostenuto la spesa, non quello in cui hai ordinato la porta.
Subito dopo il sistema chiede in che veste stai compilando. Se la pratica la fa l’azienda per conto del cliente, si seleziona intermediario per conto del beneficiario della detrazione.

Dati del cliente e dell’immobile
La prima pagina raccoglie l’anagrafica del beneficiario: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenza e telefono.

La seconda chiede i dati dell’immobile ed è quella dove serve un minimo di preparazione.
Ti vengono richiesti indirizzo, dati catastali (foglio, mappale e subalterno), titolo di possesso, anno di costruzione dell’edificio, metri quadri dell’abitazione, numero di piani e di appartamenti del palazzo e destinazione d’uso.
I dati catastali li trovi sulla visura o sull’atto di acquisto. L’anno di costruzione, se non lo sai, lo chiedi all’amministratore.
Tipo di intervento e date dei lavori
Il sistema chiede se hai lavorato su una singola unità dentro un condominio o su un edificio con una sola unità immobiliare, come una villetta.

Poi chiede il numero di unità interessate e se ci sono stati accorpamenti dopo i lavori.
Sulle date di inizio e fine lavori c’è una convenzione pratica che semplifica la vita: si usano la data della fattura di acconto e quella di saldo, oppure il benestare di collaudo.
Qui c’è una differenza da tenere a mente. Solo nella scheda Ecobonus ti viene chiesto il tipo di intervento: per una porta d’ingresso si seleziona “Comma 345A – Interventi sull’involucro”, la voce che nel sottotitolo dice “superfici opache, infissi e serramenti”.
Nella scheda Bonus Casa questa scelta non c’è: il portale non suddivide per tipo di intervento, ti chiede soltanto la data di inizio e di fine lavori.
Dati dell’impianto di riscaldamento
Questa parte compare solo nella scheda Ecobonus e riguarda la caldaia esistente.

Ti servono quattro informazioni: tipo di impianto (autonomo o centralizzato), tipo di erogazione (radiatori, pannelli radianti a pavimento, ventilconvettori), vettore energetico (gas metano, energia elettrica, biomassa per chi ha la stufa a pellet) e tipo di caldaia.
Se l’impianto è autonomo, trovi tutto sul libretto della caldaia che hai in casa.
Se è centralizzato, il libretto lo chiedi all’amministratore: il dato che serve più spesso è la potenza in kW.
La scheda serramenti ENEA
È la schermata che conta davvero, ed è quella in cui si sbaglia di più.

Cliccando su Aggiungi si apre un modulo con i dati della porta prima e dopo l’intervento. Per un portoncino blindato si compila così:
Tipologia di telaio esistente: legno. È la voce che si usa per le vecchie porte d’ingresso tamburate, che sono la stragrande maggioranza.
Tipologia di vetro esistente: nessuno, salvo che la vecchia porta avesse un vetro.
Trasmittanza del vecchio infisso: un valore stimato, di cui parlo nel dettaglio più avanti.
Superficie complessiva di telaio e vetro: la prendi dalla conferma d’ordine o dal preventivo, dove ci sono le misure reali del vano.
Tipologia di telaio e trasmittanza dopo l’intervento: entrambe dalla certificazione della porta nuova, che ti consegna chi te l’ha venduta.
Confine: è il campo più delicato del modulo e ne parlo in una sezione dedicata.
Spese, detrazione e invio della pratica ENEA
Nell’ultima parte inserisci il totale detraibile da contratto, poi indichi l’aliquota a cui hai diritto. Dipende dal titolo che hai sull’immobile: 50% se è l’abitazione principale, dove hai la residenza, 36% se è una seconda casa.

Il portale calcola in automatico la detrazione ripartita in dieci quote annuali, il 50% o il 36% dell’importo versato a seconda del caso, e il risparmio di energia primaria che l’intervento produce.
Dai il salva e la pratica è inviata. Riceverai una ricevuta con il codice identificativo, quella che molti chiamano certificazione ENEA: conservala insieme alla fattura e al bonifico.
Stai pensando di sostituire la porta d’ingresso e vuoi capire quale porta blindata è adatta a casa tua?
In Ariete progettiamo e installiamo l’intera porta su misura, e per i nostri clienti seguiamo noi anche gli adempimenti quando servono.
Compila il form con qualche informazione sulla tua casa: ci serve per prepararti un preventivo serio.
Che trasmittanza inserire per una porta blindata
I campi di trasmittanza sono due e vengono da fonti diverse: quello della porta nuova è un dato certificato, quello della vecchia è una stima.
È il punto in cui si blocca chi cerca che trasmittanza inserire per la porta blindata su ENEA, perché il modulo chiede due numeri e non spiega da dove prenderli.
Confonderli è l’errore più comune di chi compila da solo.
Il valore della porta nuova
Questo non si inventa: sta scritto nella certificazione che ti consegna chi ti ha venduto la porta.
Il dato giusto si chiama Ud e misura quanto isola la porta tutta intera, telaio compreso. Se sulla scheda tecnica trovi solo il numero del pannello o del solo telaio, quello non va bene: cerca la Ud.
Più il numero è basso, più la porta isola.
Quel valore deve stare sotto il limite previsto dove abiti tu, e il limite cambia da Comune a Comune anche tra paesi vicini.
Con lo strumento qui sotto verifichi in un attimo quale limite si applica a casa tua, insieme a zona climatica e gradi giorno.
Scopri la trasmittanza richiesta nel tuo Comune
Inserisci il Comune in cui si trova l’abitazione e verifica subito zona climatica, gradi giorno e valore limite Ud della porta blindata.
Sulle porte che produciamo il valore certificato arriva fino a 0,8 W/m²K, quindi rientra comodamente anche nelle zone climatiche più fredde. Se vuoi capire meglio come si legge questo numero, ho scritto una guida dedicata alla trasmittanza termica della porta blindata.
Il valore della vecchia porta
Qui si usa una stima, perché una porta d’ingresso degli anni ’70 o ’80 non ha nessuna scheda tecnica da consultare.
Il valore va scelto in base a com’era fatta davvero la vecchia porta. Un riferimento diffuso per un portoncino in legno tamburato senza coibentazione è 2,80 W/m²K, ma resta un’indicazione di massima e non un dato normativo.
Questo numero va sempre concordato con il tecnico che segue la pratica, perché deve essere coerente e giustificabile in caso di controlli. Chi compila per professione usa tabelle di riferimento tarate su tipologia di telaio, vetro ed epoca di costruzione.
Nell’articolo sulla trasmittanza trovi il ragionamento completo su quale valore attribuire a una porta blindata vecchia, con i range per le diverse tipologie.
Il campo “Confine”, dove sbagliano quasi tutti
Per una porta d’ingresso che dà su un pianerottolo senza riscaldamento la voce corretta è “verso zona non riscaldata”, e chi ricalca la procedura delle finestre sbaglia.
Chi compila pratiche per gli infissi è abituato a selezionare “verso l’esterno”, perché una finestra dà sempre fuori. Con la porta blindata di un appartamento la situazione cambia: dall’altra parte c’è il vano scala, che è un ambiente chiuso e di solito privo di impianto.
La distinzione conta perché quel campo entra nel calcolo del risparmio energetico. Un vano scala è più tiepido dell’esterno, quindi il salto termico è minore e il risultato cambia.
Se invece la porta d’ingresso affaccia direttamente su strada, giardino o cortile, come nelle villette e negli ingressi indipendenti, allora “verso l’esterno” è la scelta giusta.
Hai 90 giorni per inviarla
Il termine ordinario è di 90 giorni dalla fine dei lavori, e nel 2026 ha avuto due decorrenze straordinarie.
Da quando partono i 90 giorni
Il portale è rimasto chiuso da febbraio a giugno 2026 per l’adeguamento a una direttiva europea, quindi l’ENEA ha spostato i conteggi.
Per i lavori conclusi tra gennaio e la riapertura, o conclusi nel 2025 con spese sostenute nel 2026, i 90 giorni partono dal 22 gennaio 2026. Per i lavori iniziati dal 4 febbraio e conclusi prima della riapertura, partono dal 25 giugno 2026.
Come rimediare se hai sforato
Se il termine è passato la detrazione non è persa, e c’è anche una procedura formale per mettersi in regola.
La Corte di Cassazione si è espressa più volte a favore del contribuente, stabilendo che la comunicazione tardiva all’ENEA non fa decadere il diritto alla detrazione, perché ha finalità essenzialmente statistiche.
Esiste poi uno strumento pensato apposta per questi casi, che si chiama remissione in bonis.
Funziona così: puoi inviare la comunicazione anche oltre i 90 giorni, e il portale ti rilascia comunque la ricevuta. Per sanare il ritardo versi una sanzione fissa di 250 euro con modello F24 ELIDE, codice tributo 8114, un importo che non si può compensare con altri crediti.
Il rimedio va usato entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi in cui porti in detrazione quella spesa. I riferimenti sono la circolare 13/E del 2013 e la risoluzione 42/E del 2018.
Un limite da conoscere: la remissione in bonis sana il ritardo, non gli errori di sostanza. Se hai dichiarato dati sbagliati, va corretta la scheda, non pagata la sanzione.
Va detto con onestà che il quadro non è del tutto uniforme e che il trattamento cambia a seconda della detrazione utilizzata. Prima di versare qualsiasi importo parlane con il tuo commercialista, che valuterà se nel tuo caso serve davvero.
Le due strade: sicurezza o risparmio energetico
La stessa porta può rientrare in due agevolazioni, ma per motivazioni diverse: quello che cambia è il perché la stai installando.
Non è una sottigliezza da commercialisti. Da quella scelta dipendono i documenti da produrre, le regole tecniche da rispettare e il fatto che tu debba o non debba compilare la pratica ENEA.
La porta come intervento di sicurezza
È la strada che si usa più spesso, perché la porta blindata nasce per proteggere la casa.
La legge prevede uno sconto fiscale per i lavori che servono a difendere la casa dai ladri. Il riferimento è l’articolo 16-bis, comma 1, lettera f) del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi.
Nella sua guida sulle ristrutturazioni l’Agenzia delle Entrate fa un elenco di questi lavori, e le “porte blindate o rinforzate” sono scritte nero su bianco insieme a inferriate, serrature, vetri antisfondamento e casseforti.
Il bello di questa strada è che non ti chiede niente sul piano energetico. Nessun valore da dimostrare, nessun vincolo legato al clima della tua città, nessuna perizia di un tecnico. E soprattutto non richiede la comunicazione all’ENEA: quell’obbligo riguarda i lavori che fanno risparmiare energia, e la porta scaricata per la sola sicurezza non ci rientra.
Vale anche se la porta blindata la installi per la prima volta, non solo se ne sostituisci una vecchia.
Per aliquote, massimali e regole del bonifico ho scritto una guida dedicata al bonus porte blindate 2026: lì trovi la parte fiscale nel dettaglio.
La porta come intervento di risparmio energetico
Con l’Ecobonus la porta conta per quanto caldo tiene dentro casa, e le regole si fanno più severe.
Qui il riferimento è l’articolo 14 del decreto legge 63/2013, che ha preso il posto della vecchia legge 296 del 2006 sul risparmio energetico.
Devono esserci quattro condizioni tutte insieme.
Deve essere una sostituzione. L’Ecobonus vale solo se al posto della porta nuova ce n’era già un’altra, quindi la prima installazione resta fuori.
La porta deve dividere una parte di casa riscaldata dall’esterno o da un locale freddo. È il punto su cui si concentra tutta la confusione e ne parlo tra poco.
La porta nuova deve isolare abbastanza. Esiste un valore massimo da rispettare, diverso da zona a zona d’Italia, fissato dall’allegato E del decreto ministeriale del 6 agosto 2020. Dove fa più freddo la soglia è più severa: Milano deve stare sotto 1,30, Genova può arrivare a 1,67.
In casa ci deve già essere il riscaldamento. Senza impianto non c’è nessun calore da trattenere, e infatti l’agevolazione non spetta.
Un dettaglio che sorprende molti: per l’ENEA le porte e le finestre sono la stessa cosa dal punto di vista dell’isolamento, e devono rispettare gli stessi valori.
È il motivo per cui la pratica ENEA per gli infissi e quella per una porta d’ingresso si compilano allo stesso modo: cambia solo qualche valore. Se hai sostituito anche le finestre, la comunicazione ENEA per gli infissi la fai nella stessa scheda, aggiungendo una riga per ogni serramento.
Perché la strada della sicurezza è la più battuta
Su una stessa spesa puoi usare un solo sconto fiscale, quindi la scelta si fa una volta sola.
L’Agenzia delle Entrate lo scrive chiaro in entrambe le sue guide: se un lavoro rientrerebbe in tutti e due, si può chiedere per le stesse spese soltanto uno dei due benefici.
Nel 2026 la scelta pesa meno di quanto si creda, perché le due detrazioni ti restituiscono la stessa percentuale. Anni fa l’Ecobonus era più generoso, ma sugli infissi quel vantaggio è finito da tempo.
A parità di soldi recuperati, la strada della sicurezza è più semplice da percorrere: basta dimostrare che hai messo una porta blindata e non servono verifiche tecniche su quanto isola. È il motivo per cui oggi la quasi totalità delle porte blindate si detrae così, e nella maggior parte dei casi la comunicazione all’ENEA non si fa nemmeno.
Questo non vuol dire che l’Ecobonus sia una strada sbagliata. Ci sono situazioni in cui ha senso.
La prima è la villetta o la casa indipendente con la porta che dà direttamente sull’esterno, dove il guadagno di calore si vede subito e spesso i lavori nascono proprio per quello.
La seconda è la ristrutturazione grossa, dove il tetto di spesa della detrazione per i lavori edilizi è già stato consumato da bagni, pavimenti e impianti. Tenere la porta su un binario separato può evitare di perdere lo sconto. Capita di rado su una porta sola, ma su un cantiere importante succede.
C’è poi chi sta già portando in Ecobonus finestre, tapparelle o la pompa di calore, e preferisce tenere tutto dentro la stessa pratica.
La scelta va fatta con il tuo commercialista, perché dipende da quanto hai speso, da come sono state fatte le fatture e dal tuo reddito.
Quando la comunicazione non è dovuta
La comunicazione non riguarda tutti i lavori che si possono detrarre, ma solo quelli che fanno risparmiare energia.
Lo scrive l’Agenzia delle Entrate nella guida sulle ristrutturazioni, dove spiega che l’obbligo introdotto dalla legge di bilancio 2018 riguarda i soli lavori che comportano risparmio energetico o uso di fonti rinnovabili. L’ENEA lo ripete nelle sue risposte ufficiali.
Da qui nascono situazioni diverse a seconda di come hai detratto la porta.
Se hai messo la porta in Ecobonus, la scheda va mandata entro 90 giorni dalla fine dei lavori ed è parte obbligatoria della pratica.
Se l’hai detratta come intervento di sicurezza per prevenire atti illeciti, non devi mandare niente: quella detrazione non chiede nulla sul piano energetico.
Se invece la porta rientra in una ristrutturazione edilizia e separa un ambiente riscaldato da uno freddo migliorando l’isolamento, allora la comunicazione va fatta. È il caso che vediamo qui sotto.
Il caso della porta verso il vano scala
Qui serve precisione, perché è il caso in cui la pratica va davvero fatta, e quello su cui circolano più imprecisioni.
L’ENEA risponde esattamente a questa domanda in una delle sue schede ufficiali, e la frase è questa: i dati delle porte blindate e dei portoncini vanno trasmessi nel caso in cui separino un vano caldo da un vano freddo, non riscaldato da impianto, o dall’esterno, rispettando i valori limite di isolamento.
La parola che decide tutto è impianto. Anche il decreto ministeriale del 26 giugno 2015, quello che fissa i requisiti minimi degli edifici, definisce freddo un ambiente non dotato di impianto di riscaldamento. Non conta quanti gradi ci sono: conta se ci sono i termosifoni.
Nella grande maggioranza dei condomini italiani il vano scala non ha caloriferi, quindi la porta di casa divide davvero una zona calda da una fredda.
Se invece il tuo pianerottolo è riscaldato, quella condizione viene meno e la porta non divide più niente dal punto di vista del calore.
Nel dubbio la verifica è semplice: esci sul pianerottolo e guarda se ci sono termosifoni o bocchette collegate alla caldaia condominiale.
Quando non devi trasmettere niente
Se hai scaricato la porta per la sola sicurezza, o se non c’è nessun risparmio energetico, non devi mandare nulla.
Il primo caso è quello più comune: la porta detratta come intervento per prevenire atti illeciti. Quella detrazione non guarda all’energia, quindi non porta con sé nessuna comunicazione all’ENEA.
Il secondo caso è quello della porta che non fa risparmiare energia: perché non divide due ambienti a temperatura diversa, oppure perché non arriva ai valori minimi di isolamento. Se non c’è un guadagno di calore da dichiarare, non c’è niente da trasmettere.
Conclusioni
La domanda da farsi non è solo se mandare la pratica, ma sotto quale detrazione hai messo la porta.
Se la porta blindata è stata detratta come intervento di sicurezza per prevenire atti illeciti, la comunicazione non si fa: è la strada più battuta ed è anche la più semplice. Se è stata detratta in Ecobonus, la scheda va trasmessa entro 90 giorni ed è parte integrante della pratica. Se rientra in una ristrutturazione edilizia e separa un ambiente riscaldato da uno che non lo è rispettando i limiti di trasmittanza, la comunicazione va fatta come scheda Bonus Casa.
Il resto è una compilazione lunga ma lineare, dove i punti delicati restano due: il campo Confine, che per un appartamento affacciato su un vano scala senza impianto va su “verso zona non riscaldata”, e i valori di trasmittanza, dove quello della porta nuova è certificato e quello della vecchia è una stima da concordare con chi segue la pratica.
Se il tuo fornitore non se ne occupa, con questa guida hai tutto quello che ti serve per farla per conto tuo. Se invece stai valutando di sostituire la porta d’ingresso, in Ariete progettiamo e installiamo la porta completa e seguiamo noi anche gli adempimenti dei nostri clienti: richiedi un preventivo e ne parliamo.
Domande frequenti
Dipende da come hai detratto la porta. In Ecobonus la scheda è sempre obbligatoria e va inviata entro 90 giorni. Come intervento di sicurezza per prevenire atti illeciti, che è il caso più comune, non serve affatto. Se invece l’hai fatta rientrare in una ristrutturazione edilizia, la comunicazione serve solo quando l’intervento fa risparmiare energia, cioè quando la porta divide una zona riscaldata dall’esterno o da un locale senza termosifoni e isola abbastanza.
No. L’Agenzia delle Entrate è chiara: quando un lavoro rientrerebbe in tutti e due, si può chiedere per le stesse spese soltanto uno dei due sconti. Il divieto vale sulla singola spesa, quindi in un cantiere più grande si possono mettere voci diverse su bonus diversi, purché fatture e bonifici siano separati. È una valutazione da fare con il commercialista.
Si guarda un fatto concreto: la presenza di un impianto di climatizzazione. Se sul pianerottolo non ci sono termosifoni né terminali collegati alla centrale termica, il vano scala è un ambiente non riscaldato, ed è la situazione più comune. Se invece è servito da un impianto, la porta non separa più ambienti a temperatura diversa. Non esiste una presunzione di legge: si verifica caso per caso.
La responsabilità è del beneficiario della detrazione, quindi tua. Molte aziende però la compilano per conto del cliente selezionando la voce intermediario, ed è la soluzione più comoda perché chi lo fa di mestiere conosce i campi tecnici. Chiedilo a chi ti ha venduto la porta: se il tuo fornitore non offre questo servizio, la pratica la puoi fare tu, e i passaggi sono quelli di questa guida. In Ariete ce ne occupiamo per chi acquista la porta da noi.
La Corte di Cassazione si è pronunciata a favore del contribuente, ritenendo che il ritardo non faccia decadere la detrazione perché la comunicazione ha finalità statistiche. Il quadro però non è uniforme e cambia a seconda della detrazione utilizzata. Il consiglio pratico è inviarla comunque, anche fuori termine, conservare la ricevuta insieme a fattura e bonifico e sentire il proprio commercialista.
Si usa una stima coerente con l’epoca e la tipologia della porta sostituita. Per un vecchio portoncino in legno tamburato senza coibentazione un riferimento diffuso è 2,80 W/m²K, ma è un’indicazione di massima. Fatti confermare il valore dal tecnico che segue la pratica, perché deve essere giustificabile in caso di verifica.
No, se la porta d’ingresso dà su un pianerottolo senza riscaldamento. In quel caso la voce corretta è “verso zona non riscaldata”, perché il vano scala è un ambiente chiuso e privo di impianto. “Verso l’esterno” si usa quando il portone blindato affaccia direttamente su strada, giardino o cortile, come negli ingressi indipendenti e nelle villette.
Sì, ma solo con la Carta d’Identità Elettronica. La vecchia registrazione con indirizzo email e password non è più attiva, quindi servono per forza SPID o CIE. Se non hai nessuna delle due, puoi delegare la compilazione a un intermediario.
Avvertenze e fonti
Questo articolo ha scopo informativo e divulgativo e non sostituisce la normativa vigente né il parere di un professionista. Le detrazioni fiscali cambiano di anno in anno e la corretta qualificazione dell’intervento dipende da elementi tecnici propri di ogni immobile: la valutazione del tuo caso va sempre fatta con il tuo commercialista o con un tecnico abilitato, e le informazioni ufficiali vanno verificate sui canali dell’Agenzia delle Entrate e dell’ENEA.
I riferimenti di legge citati nell’articolo:
- Articolo 16-bis, comma 1, lettera f) del TUIR (DPR 917/1986): è la norma che ammette in detrazione i lavori per prevenire atti illeciti, tra cui le porte blindate
- Articolo 14 del D.L. 63/2013, che ha sostituito l’art. 1 commi 344-347 della Legge 296/2006: è la norma dell’Ecobonus
- D.M. 26 giugno 2015 (decreto Requisiti Minimi): definisce quando un ambiente si considera non riscaldato e fissa i requisiti tecnici per il Bonus Casa
- D.M. 6 agosto 2020, allegato E tabella 1: contiene i valori massimi di trasmittanza delle chiusure per zona climatica, validi per i lavori iniziati dal 6 ottobre 2020
- Legge di bilancio 2018 (L. 205/2017): ha introdotto l’obbligo di trasmissione all’ENEA per gli interventi di recupero edilizio che comportano risparmio energetico
Per approfondire:
- Agenzia delle Entrate, ristrutturazioni edilizie – la guida ufficiale, con l’elenco delle misure di prevenzione degli atti illeciti
- Agenzia delle Entrate, agevolazioni per il risparmio energetico – aliquote, massimali e cumulabilità
- FAQ ENEA Bonus Casa – le risposte ufficiali sugli interventi da comunicare, porte blindate comprese
- Portale Bonus Fiscali ENEA – accesso alle pratiche e avvisi sui termini di invio





