Come difendersi dai ladri in casa: la guida completa con i dati reali

I ladri entrano da due strade che pesano quasi uguale: il 46,4% dei furti passa da finestre e portefinestre, il 48,3% dalle porte, principale e secondaria sommate. Non c'è quindi un punto solo da difendere, e l'ordine giusto cambia se vivi al quarto piano o in una villetta.

Come difendersi dai ladri in casa quando i consigli che leggi in giro sono sempre gli stessi dieci, uguali per chiunque, e nessuno ti dice da quale cominciare?

La prima cosa da sapere è che i ladri entrano da due strade, e pesano quasi uguale. In Italia il 46,4% dei furti in abitazione passa da finestre e portefinestre, il 33,7% dalla porta principale e il 14,6% da una porta secondaria, tipo quella del garage o della cantina.

Sono dati del Censis costruiti sulle rilevazioni del Ministero dell’Interno.

La conseguenza pratica è che non esiste un punto solo da difendere, e che l’ordine giusto degli interventi cambia parecchio in base a com’è fatta la tua casa.

Un appartamento al quarto piano e una villetta con il giardino hanno due mappe del rischio completamente diverse.

Questa guida mette in fila i numeri reali invece dei soliti consigli generici, e ti dice cosa vale la pena fare nel tuo caso specifico, che tu viva in un appartamento al quarto piano o in una villetta con il giardino.

In questa guida ti spiego:

  • da dove, quando e come entrano davvero i ladri, con i dati del Ministero dell’Interno
  • come ragiona chi ruba prima di scegliere una casa, e quali segnali gli stai mandando
  • cosa serve davvero fra porta, serratura, allarme e telecamere, e cosa invece è solo teatro
  • da dove partire, con le priorità messe in ordine

Cominciamo dal test, così il resto lo leggi già sapendo come sei messo tu.

Quanto è sicura la tua casa: fai il test

Tredici domande, trenta secondi, nessun dato personale da lasciare.

Il test qui sotto guarda cinque aree della tua abitazione: la zona in cui vivi, gli accessi che ha la casa, la porta d’ingresso, gli impianti di sicurezza e le tue abitudini quotidiane.

Alla fine ti restituisce un punteggio e, soprattutto, le tre cose su cui conviene intervenire per prime, in ordine di priorità.

Sulla provincia il test usa i dati reali delle 106 province italiane, quindi il risultato ti dice anche quanto è frequente il fenomeno dove abiti tu.

Una precisazione doverosa: se dalle tue risposte risulta che la porta è già a posto, il test te lo dice e ti manda a lavorare su altro. Serve solo a metterti in mano un ordine di priorità.

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Tredici domande, meno di un minuto. Non ti chiediamo la mail e non registriamo niente: alla fine vedi il tuo punteggio e le tre cose su cui conviene intervenire per prime.

I numeri veri dei furti in casa in Italia

porta blindata su pianerottolo condominiale, dove avviene un furto in appartamento su tre

Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione, in crescita del 5,4% sull’anno precedente.

Sono i dati raccolti dal Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno ed elaborati dall’osservatorio Censis sulla sicurezza della casa.

Guardarli per bene cambia le priorità di quasi tutti, perché tre convinzioni molto diffuse sono sbagliate.

Da dove entrano davvero i ladri

da dove entrano i ladri in casa, le vie d'accesso più usate

Le vie d’accesso sono quattro, e il grafico qui sotto le mette in fila come le pubblica la fonte.

Le finestre e le portefinestre valgono il 46,4%, la porta principale il 33,7%, la porta secondaria il 14,6%. Il restante 5,3% sono vittime che non sono riuscite a ricostruire da dove fossero entrati.

Quel 14,6% delle porte secondarie è la voce più trascurata in assoluto: sono le porte di garage, cantina, lavanderia e ripostiglio, che hanno quasi sempre serrature più semplici e telai più leggeri.

Il ragionamento di chi ruba è pulito: una volta dentro il garage è già al chiuso, e sulla porta che comunica con casa può lavorare con tutto il tempo che vuole.

Da dove entrano i ladri in casa

Punto di accesso dichiarato dalle vittime di furto in abitazione, Italia.

Il conto non fa cento in modo netto perché una parte delle vittime, al rientro, ha trovato più punti manomessi oppure nessun segno evidente.

Fonte: osservatorio Censis sulla sicurezza della casa, indagine su vittime di furto in abitazione. Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione.

Ho analizzato ogni via d’accesso, condominio per condominio e villetta per villetta, nella guida su come entrano i ladri in casa.

Quando entrano, e perché non è di notte

La fascia più pericolosa è il tardo pomeriggio: fra le 14 e le 20 avviene il 31,7% dei furti in abitazione.

La sera fra le 20 e mezzanotte ne raccoglie un altro 28,1%, mentre le ore fra mezzanotte e le 7 valgono appena il 10,5%.

Il motivo è pratico: di notte le persone sono in casa, e trovare qualcuno dentro è il rischio che chi ruba vuole evitare a ogni costo.

Nel tardo pomeriggio succede l’opposto, perché gli appartamenti sono ancora vuoti e una persona ferma davanti a un portoncino alle sei di sera sembra un condomino qualsiasi.

Anche sul calendario la convinzione comune è ribaltata: il mese peggiore è novembre, con 19.931 furti, seguito da dicembre. Agosto arriva quarto, con 13.581, nonostante l’estate abbia una salita reale del 39,8% da maggio ad agosto.

In autunno fa buio alle cinque del pomeriggio, e la finestra utile per lavorare senza farsi notare si allunga di ore.

Quando avvengono i furti in abitazione in Italia

Tocca una colonna, o passaci sopra il mouse, per il dettaglio.

Fonte: osservatorio Censis sulla sicurezza della casa, elaborazione su dati SDI/SSD del Ministero dell’Interno. Fasce orarie e mesi riferiti al 2024.

Chi si chiede come difendersi dai ladri di notte sta guardando la fascia oraria sbagliata: le ore piccole sono le più tranquille dell’intera giornata. Trovi l’analisi completa di orari, mesi e stagioni nella guida su quando entrano i ladri in casa.

Gli 8 milioni di tentativi che si sono fermati

Accanto a chi ha subito un furto ci sono 8 milioni di italiani che hanno subito un tentativo non riuscito.

È il dato che quasi nessuno cita, ed è quello che dovrebbe guidare le scelte di spesa: 8 milioni di volte qualcuno ci ha provato e la casa ha retto.

Una serratura, un telaio o un’anta hanno resistito abbastanza a lungo da far rinunciare chi stava lavorando.

La differenza fra chi finisce in una statistica e chi finisce nell’altra sta quasi sempre lì, nella qualità di quello che il ladro si è trovato davanti.

Come ragiona un ladro prima di scegliere una casa

come fanno i ladri a capire che una casa è vuota

Un furto in appartamento è quasi sempre preceduto da giorni di osservazione, e il criterio di selezione è uno solo: la casa deve risultare vuota con ragionevole certezza.

Lo conferma il dato più netto di tutti: il 72,6% dei furti avviene ad abitazione vuota.

Sbagliare costa carissimo a chi entra, quindi verifica prima, e lo fa con metodi che si ripetono ovunque.

L’osservazione sotto casa e i segnali che mandi

Il metodo più usato resta il più semplice: guardare.

Chi studia un palazzo ci passa davanti più volte, in orari diversi, con addosso qualcosa che giustifichi la presenza: la divisa da corriere, la cartellina del tecnico del gas, i volantini da distribuire.

In pochi giorni ricostruisce una mappa precisa di chi esce, a che ora rientra, quante persone vivono lì e quando il palazzo si svuota.

Poi ci sono le verifiche vere e proprie. Il telefono fisso è un sensore di presenza gratuito: qualche chiamata muta in orari diversi risponde alla domanda meglio di qualsiasi altra cosa.

La cassetta della posta si legge dalla strada senza toccare niente, e i volantini infilati nella maniglia diventano un contatore dei giorni di assenza.

E c’è il segnale che regali tu, di tua iniziativa: la foto pubblicata mentre sei in vacanza è una dichiarazione pubblica di assenza con tanto di data e ora. La regola costa zero: si pubblica al ritorno.

Ho raccolto tutti i dieci segnali che una casa manda quando resta vuota, e il rimedio per ognuno, nella guida su come fanno i ladri a sapere che la casa è vuota.

I segni sulla porta, fra tecniche vere e leggenda

Metà di quello che si legge sui segni dei ladri è verificabile, l’altra metà è folklore, e la distinzione è netta.

I segni che funzionano davvero sono oggetti minuscoli che rispondono a una domanda sola: se quella porta è stata aperta oppure no.

Un adesivo sottile applicato sulla toppa, un filo di colla trasparente fra anta e telaio, un pezzetto di plastica incastrato nella fessura. Se dopo tre giorni sono ancora al loro posto, in quella casa non è entrato nessuno.

Il famoso alfabeto dei ladri, i simboli disegnati col gesso, esiste nella cultura popolare molto più che nella pratica.

La prova sta nelle fonti stesse che lo divulgano: mettendo in fila tre guide autorevoli, allo stesso simbolo vengono dati significati incompatibili. Per una il rombo indica una casa disabitata, per un’altra una casa ricca.

Un segno sul muro merita attenzione, e nessun panico. La reazione giusta è sempre la stessa: fotografalo, rimuovilo, avvisa i vicini, in quest’ordine.

Fermare l’ingresso: la sicurezza passiva

defender quadrato con angoli smussati per difendersi dai ladri

La sicurezza passiva è tutto quello che impedisce fisicamente l’accesso, e la Polizia di Stato la mette al primo posto fra le misure da adottare in casa.

Nella sua guida ufficiale ai furti in abitazione, l’ente indica la porta blindata con chiave a mappa europea come prima misura di protezione, con inferriate ai piani bassi.

È l’unico elemento della casa che lavora anche mentre tu sei a settecento chilometri di distanza e il telefono è in modalità aereo.

I cinque punti che un ladro guarda sul portoncino d’ingresso

Chi ha esperienza legge una porta d’ingresso in tre secondi, e cerca cinque cose precise.

Il cilindro che sporge dalla placca, perché è la presa su cui fare leva.

Il defender tondo, che si aggredisce facendo perno in rotazione con un tubo metallico.

L’anta che flette quando la spingi con la mano, segno di una struttura leggera.

Le cerniere a vista sul lato esterno, che offrono un punto d’attacco in più.

La luce che passa fra anta e telaio, che dice quanto gioco c’è per infilare un attrezzo.

Se ne trova tre su cinque, quella porta diventa una candidata. Se non ne trova nessuna, il calcolo cambia e in genere si sposta altrove, perché tempo e rumore necessari salgono oltre la soglia che è disposto a rischiare.

Puoi fare questa verifica adesso, guardando il tuo portone blindato da fuori: richiede meno di un minuto.

Serratura, cilindro e defender

Una porta d’ingresso vale quanto il suo pezzo più debole, e quel pezzo è quasi sempre il cilindro.

Il motivo è geometrico: è l’unico componente che si raggiunge dall’esterno, si sostituisce in pochi minuti e costa una frazione della porta, quindi è anche il punto su cui si risparmia più spesso.

Su un cilindro vulnerabile le tecniche rapide funzionano tutte.

Il key bumping apre in pochi secondi con una chiave limata e un colpo secco, e lascia pochissime tracce.

Il lock picking allinea i perni uno a uno con un grimaldello, mentre il trapano distrugge l’intera fila.

Un cilindro serio le ferma con perni di massa diversa contro il bumping, profili irregolari e falsi scalini contro il picking, inserti in acciaio temprato contro la punta del trapano.

C’è poi una precisazione che si legge sbagliata quasi ovunque: l’antistrappo è una funzione del defender, la placca d’acciaio che copre il cilindro dall’esterno. Il cilindro porta le certificazioni contro trapano, bumping e picking, mentre dallo strappo ti protegge la placca che gli sta davanti.

E sulla placca conta soprattutto la forma. Su un defender tondo si infila un tubo metallico e lo si usa come leva finché cede, ed è la cosiddetta tecnica del tubo innocenti. Su una forma quadrata il tubo non fa presa.

Il defender delle porte blindate Ariete è quadrato con gli angoli smussati, ed è l’unico sul mercato disegnato apposta per togliere quell’appiglio.

Le tecniche di effrazione su una porta blindata

Scegli una tecnica per vedere su cosa agisce, che tracce lascia e cosa la ferma.

Le tecniche sono quelle documentate da fabbri, forze dell’ordine e prove di laboratorio per la certificazione antieffrazione. Non esiste una statistica pubblica sulla frequenza d’uso di ciascuna, quindi qui non ne trovi.

Ogni tecnica ha la sua contromisura, e le trovi tutte nella guida su come aprono le porte blindate i ladri.

Finestre, tapparelle e accessi secondari

Una finestra raggiungibile senza scala è una porta, e va trattata come tale.

Al piano terra, al primo piano e all’ultimo piano il rischio si concentra sulle aperture, perché si arriva scavalcando una ringhiera oppure dal tetto e dal balcone del vicino.

Le tapparelle da sole risolvono poco, dato che si sollevano con una leva in pochi secondi: serve un fermo antisollevamento, che costa pochissimo e toglie la scorciatoia più comoda.

Sui vetri lavorano bene le pellicole e i vetri antisfondamento, che trasformano un lavoro da trenta secondi in un lavoro lungo e rumoroso.

E poi ci sono garage, cantina e lavanderia, quel 14,6% che quasi nessuno considera. La porta che collega il garage all’abitazione è una porta esterna a tutti gli effetti, perché di fatto lo è.

Vuoi capire se la porta d’ingresso che hai oggi regge davvero?

Raccontaci com’è fatta casa tua, quanti anni ha il portoncino e quale accesso ti preoccupa di più, e ti prepariamo una proposta su misura con la combinazione di struttura, serratura, cilindro e posa adatta alla tua abitazione.

Compila il form con qualche informazione sulla tua casa: ci serve per prepararti un preventivo serio al posto di un numero buttato lì.

Accorgersene e reagire: la sicurezza attiva

La sicurezza attiva è tutto quello che rileva l’intrusione e attiva una risposta, e lavora su un piano diverso dalla barriera fisica.

L’allarme ti dice che sta succedendo qualcosa. La porta fa in modo che non succeda.

Un impianto che suona mentre l’anta cede protegge il tuo tempo di reazione, e il criterio di spesa più sensato è quindi partire dalla barriera fisica e aggiungere l’elettronica sopra.

Allarme, telecamere e videocitofono

Un allarme serve se qualcuno lo sente e interviene, quindi la differenza vera sta in cosa succede dopo che suona.

Una sirena che suona e basta conta sul fatto che un vicino chiami. Un impianto con notifica sul telefono ti mette in condizione di chiamare tu. Un impianto collegato a una centrale operativa attiva una risposta anche se sei irraggiungibile.

Le telecamere funzionano su due piani: scoraggiano prima e documentano dopo, e sul secondo fronte servono per la denuncia e per l’assicurazione.

Il videocitofono copre un rischio diverso e molto concreto, quello di chi si fa aprire invece di scassinare. Il copione funziona da trent’anni: qualcuno suona presentandosi come tecnico del gas o incaricato del condominio e chiede di entrare un minuto.

La regola vale soprattutto per chi vive solo: nessun ente manda personale senza preavviso, e chiunque si presenti può aspettare fuori mentre chiami l’azienda che dice di rappresentare. Un tecnico vero non ha nessun problema ad aspettare.

I deterrenti che funzionano e quelli che sono teatro

Un deterrente per ladri funziona quando alza il rischio percepito da chi sta valutando la casa, e smette di funzionare nel momento in cui si capisce che è finto.

È la ragione per cui il miglior deterrente è quello che resta credibile a un secondo sguardo, e quasi sempre costa poco.

Le luci con sensore di movimento sui lati bui lavorano sull’unica cosa che chi ruba teme davvero, cioè essere visto.

I timer sulle luci interne, due o tre su stanze diverse con accensioni sfalsate fra le 19 e le 23, coprono esattamente la fascia oraria in cui si concentrano i furti.

Una sola lampada accesa ventiquattro ore su ventiquattro ottiene l’effetto opposto, perché chi guarda due sere di fila capisce subito che c’è un timer.

Stesso discorso per telecamere finte e cartelli di allarme senza impianto: reggono finché nessuno le guarda da vicino, e chi studia una casa le guarda da vicino.

Ho messo in fila cosa funziona davvero e cosa è solo apparenza nella guida sui deterrenti per ladri.

Le trappole anti intrusione e i dissuasori

Prima di installare qualsiasi cosa, conviene guardare la casa con gli occhi di chi deve entrarci, perché quasi sempre l’ambiente intorno offre già delle facilitazioni.

Quelle che in giro trovi chiamate trappole per ladri sono in realtà dissuasori, e lavorano tutti sullo stesso principio: togliere gli appigli che la casa offre da sola.

Gli appigli tipici sono sempre gli stessi: alberi e siepi troppo vicini a finestre e balconi, spazi esterni al buio, recinzioni con appigli per arrampicarsi, scale o sedie lasciate appoggiate al muro, cavi dell’allarme a vista e a portata di mano.

I dissuasori veri lavorano su questi punti. Potare le piante sotto le finestre toglie il primo appoggio. Spostare le scale in un locale chiuso elimina l’attrezzo che stavi regalando.

Sui pluviali e sui tubi esterni esistono dispositivi anti arrampicata che rendono impossibile fare presa, ed è il rimedio giusto per chi ha balconi raggiungibili dall’esterno.

Una precisazione necessaria sulle cosiddette trappole: i dispositivi che possono causare un danno fisico a chi entra espongono chi li installa a conseguenze legali serie. La difesa della casa si fa rendendo l’ingresso lento, rumoroso e visibile, e le contromisure di questa guida servono tutte a quello.

Furti in appartamento e rischio sul pianerottolo

trapanare la serratura di una porta blindata sul pianerottolo

In condominio il rischio si concentra quasi tutto su un punto solo, e quel punto è la porta di casa sul pianerottolo.

Il 58,9% degli italiani vive in appartamento, e lo schema è abbastanza fisso.

Entrare nel palazzo è la parte facile: si suona a più campanelli finché qualcuno apre senza chiedere niente, ci si presenta come corriere con un pacco in mano, oppure ci si infila dietro a un condomino che sta rientrando. Nessuna di queste mosse richiede attrezzi e nessuna lascia traccia.

Arrivati al piano, chi ruba ha la condizione di lavoro migliore che possa desiderare: è al chiuso, protetto dalla vista della strada, con una via di fuga alle spalle e spesso l’ascensore che copre i rumori.

È il motivo per cui, nei furti in appartamento, il 33,7% della porta principale pesa così tanto.

La conseguenza pratica per chi vive in condominio è netta: il portoncino blindato è l’investimento che sposta di più, e subito dopo vengono le finestre se abiti ai primi piani o all’ultimo.

C’è poi un’abitudine che copre un rischio specifico e la usa già il 67,1% degli italiani: girare le mandate anche quando sei in casa. Toglie di mezzo tutte le tecniche che agiscono sulla maniglia.

Furti in villa e in campagna: il problema è il perimetro

Nella casa indipendente il rapporto si ribalta: gli accessi si moltiplicano, il vicinato è più lontano e nessuno sente i rumori.

Il 40,8% degli italiani vive in villa, villetta o casa indipendente, dove il retro dell’abitazione è il posto più tranquillo in cui lavorare che esista: portefinestre sul giardino, al buio, lontano dalla strada, con ampie superfici vetrate.

Qui il peso si sposta sul perimetro, e la difesa va pensata a strati: illuminazione con sensore sui lati ciechi, vetri antisfondamento e chiusure a più punti sulle portefinestre, fermi antisollevamento sulle tapparelle.

In campagna e nelle zone isolate si aggiunge il fattore tempo: chi lavora senza nessuno intorno può permettersi metodi rumorosi, quindi conta soprattutto quanti minuti resiste quello che trova.

Restano validi i vecchi accorgimenti pratici: recinzioni senza appigli, attrezzi e scale chiusi a chiave, e per i fondi agricoli le foto-trappole, che fotografano ogni movimento e inviano l’immagine sul telefono.

E vale la pena ricordare che la classifica dei furti in casa smentisce la percezione comune: il fenomeno è più intenso nelle province ricche del Centro-Nord, con Pisa in testa a 481,5 furti ogni 100.000 abitanti contro una media nazionale di 234,95. Puoi cercare la tua provincia nella guida su dove ci sono più furti in Italia.

Cosa fare se i ladri stanno entrando o sono già entrati

Ladri in casa, cosa fare? Se ti accorgi che c’è qualcuno mentre ci sei anche tu, la cosa giusta è la meno istintiva: resta dove sei.

Chiuditi in una stanza con i tuoi, chiama il 112, e fatti sentire con la voce o accendendo le luci.

Il ragionamento è semplice: chi entra per rubare vuole andarsene appena capisce di essere stato scoperto, e l’ultima cosa che gli serve è un confronto fisico.

Affrontarli non è mai una buona idea, ed è la raccomandazione su cui insistono tutte le forze dell’ordine.

Vale anche la regola più importante di tutte, quella della Polizia di Stato per il rientro: se trovi la porta aperta o forzata, non entrare mai. Chiama e aspetta fuori, perché dentro potrebbe esserci ancora qualcuno.

Un’ultima accortezza preventiva che vale per tutti: non lasciare chiavi dell’auto, borse e portafogli vicino all’ingresso, perché è il punto dove finisce quasi tutto quello che sparisce nei furti con qualcuno in casa.

Cosa fare dopo un furto in casa

Il primo passo è chiamare le forze dell’ordine prima di toccare qualsiasi cosa, perché quello che trovi in casa serve alle indagini e all’assicurazione.

Poi si fa la denuncia, e in quel momento conviene avere già pronto l’elenco di quello che manca.

È il motivo per cui fotografare gli oggetti di valore e annotare i numeri di serie è una delle cose più utili che puoi fare in dieci minuti, molto prima che serva.

Sulla parte assicurativa c’è un punto che sorprende parecchie persone: molte polizze indennizzano il furto solo quando i mezzi di chiusura risultano violati.

Significa che le tecniche che aprono senza lasciare segni di effrazione possono complicare il rimborso, e che la qualità della porta d’ingresso conta anche il giorno dopo, oltre che il giorno prima.

Non buttare gli oggetti rotti e conserva le ricevute delle riparazioni, perché rientrano nel computo del risarcimento.

Infine, la parte che quasi tutti saltano: capire da dove sono entrati e chiudere quel varco. Un furto subito e non seguito da un intervento sul punto debole lascia la casa esattamente com’era.

Da dove partire: le priorità in ordine

Se dovessi mettere in fila gli interventi per proteggere casa dai ladri, l’ordine sarebbe questo, e segue i dati invece delle abitudini.

Vale come schema per prevenire i furti in casa in qualsiasi abitazione, poi si taglia sul caso specifico.

Da dove partire, in ordine

Le quattro mosse messe in fila come le suggeriscono i dati, dalla più urgente alla più rimandabile.

  1. 1 Le abitudini che costano zero Mandate sempre girate, chiavi via dalla toppa interna, valori lontani dall’ingresso, foto pubblicate al ritorno. Coprono la fetta di furti che avviene senza forzare niente. quanto spostanessuna spesa
  2. 2 La porta d’ingresso È il varco da cui passa un furto su tre, ed è l’unico elemento che lavora quando non c’è nessuno a notare niente. Se ha più di vent’anni, doppia mappa o defender tondo, è lì che va speso il primo euro serio. quanto spostaspesa importante
  3. 3 Gli accessi secondari e le finestre basse Garage, cantina, portefinestre sul giardino e tapparelle dei piani bassi. Valgono più di quanto suggerisca il loro costo, perché sono il punto più trascurato in assoluto. quanto spostaspesa media
  4. 4 L’elettronica Allarme, telecamere, videocitofono. Sopra una barriera fisica adeguata moltiplica, mentre da sola protegge il tuo tempo di reazione e poco altro. quanto spostaspesa importante

I due indicatori accanto a ogni gradino dicono la cosa che serve davvero per decidere: quanto quell’intervento sposta il rischio e quanto costa.

Guardandoli insieme si vede il punto che quasi nessuno mette in fila: i primi due gradini valgono più di tutto il resto, e il primo non costa niente.

Sul secondo punto c’è un criterio oggettivo per capire quanto resiste una porta, e sono le classi antieffrazione: ogni classe corrisponde a un set di attrezzi e a un tempo minimo che la porta deve reggere sotto attacco continuo in laboratorio. Le classi che hanno senso per un’abitazione sono la classe 3 e la classe 4.

Conclusioni

Proteggersi dai ladri significa lavorare su due piani insieme: rendere l’ingresso lento e rumoroso, e togliere alla casa i segnali che dicono che sei via.

Sono le due leve con cui si evitano i furti in casa nella grande maggioranza dei casi.

I dati dicono dove guardare. Finestre e porte si dividono quasi tutti gli ingressi, il tardo pomeriggio pesa tre volte più della notte, e la stagione critica va da ottobre a gennaio, quando fa buio presto e le case restano vuote per ore prima del rientro.

Le abitudini quotidiane coprono una parte del rischio e costano pochissimo, quindi vanno prese comunque. Il resto lo decide la qualità di quello che il ladro si trova davanti, ed è la ragione per cui gli 8 milioni di tentativi falliti finiscono in una statistica diversa dagli altri.

Se dal test qui sopra è emerso che il punto debole di casa tua è il portoncino d’ingresso, quello è l’intervento da mettere per primo.

Stai pensando di sostituire la porta blindata? In Ariete progettiamo e installiamo la porta completa, con la combinazione di struttura, serratura, cilindro, defender e posa tarata sulla tua abitazione, e i nostri tecnici sono formati all’Accademia della Posa in Opera di Genova. Richiedi un preventivo e ne parliamo insieme.

Domande frequenti

Come si fa a capire se i ladri stanno studiando casa mia?

I segnali sono ripetitivi e riconoscibili, e quello che conta è la ripetizione, non il singolo episodio. Presenze insolite sotto casa sempre alla stessa ora, con travestimenti che giustificano la sosta come divise da corriere o cartelline da tecnico. Telefonate mute sul fisso o citofonate lasciate cadere in giorni diversi. Piccoli segni sulla porta o sul citofono che ricompaiono dopo che li hai tolti. Nessuno di questi elementi da solo significa qualcosa, mentre la loro ripetizione va segnalata.

I ladri entrano in casa di notte?

Molto raramente, ed è il contrario di quello che pensano quasi tutti. Le ore fra mezzanotte e le sette raccolgono appena il 10,5% dei furti in abitazione. Di notte le persone sono in casa e il rischio di trovarsele davanti è alto, e un rumore a quell’ora sveglia l’intero palazzo. Chi ruba preferisce le ore in cui la sua presenza sembra normale, cioè il tardo pomeriggio e la prima serata.

Meglio l’allarme o la porta blindata?

Fanno due lavori diversi e nell’ordine giusto viene prima la barriera fisica. L’allarme ti avvisa che sta succedendo qualcosa, mentre il portone blindato fa in modo che non succeda, e un impianto che suona mentre l’anta cede protegge il tuo tempo di reazione. La sequenza più efficace è mettere in sicurezza i punti d’accesso reali e aggiungere sopra l’elettronica, che estende il controllo a tutta la casa.

Dove cercano i ladri in casa?

Vanno quasi sempre prima in camera da letto, perché è lì che statisticamente si trova più roba nel minor tempo. Controllano comodini, cassetti della biancheria, armadi e il vano sotto il materasso, che sono i nascondigli più usati per contanti e gioielli. Poi passano a studio e soggiorno cercando piccola elettronica e documenti. È il motivo per cui la Polizia di Stato consiglia di non usare i posti soliti e di preferire una cassetta di sicurezza.

Quanto ci mette un ladro a entrare in casa?

Dipende quasi solo da cosa trova davanti. Su una finestra accostata o una porta interna leggera parliamo di pochi secondi, mentre su una porta d’ingresso certificata in classe 3 o classe 4 si passa a diversi minuti di lavoro rumoroso. Quei minuti sono esattamente il tempo che chi ruba non vuole spendere, ed è la ragione per cui le classi antieffrazione si misurano in minuti di resistenza contro attrezzi via via più aggressivi.

I simboli dei ladri sulle porte esistono davvero?

In parte sì e in parte no, e la distinzione è importante. I segni funzionali esistono e sono documentati: adesivi sulla toppa, fili di colla fra anta e stipite, pezzetti di plastica nella fessura, tutti fatti per verificare se la porta è stata aperta. Il codice dei simboli disegnati è invece molto più incerto, perché le fonti che lo divulgano danno significati contraddittori allo stesso segno. Un simbolo sul muro merita una foto e la rimozione, senza allarmarsi.

Conviene dire ai vicini che si parte?

Sì, ai vicini di cui ti fidi, e con l’accortezza di dirlo di persona. Un vicino informato svuota la cassetta della posta, toglie i volantini dalla maniglia e ti avvisa se nota qualcosa, ed è la contromisura con il miglior rapporto fra costo ed efficacia. La differenza rispetto ai social sta nel controllo su chi riceve l’informazione: al vicino di pianerottolo lo dici tu guardandolo in faccia, mentre un post lo legge chiunque.

Come difendersi dai ladri di notte?

La risposta più utile è che la notte è già la fascia più tranquilla, quindi le energie vanno messe altrove. Fra mezzanotte e le sette avviene appena il 10,5% dei furti in abitazione, perché a quell’ora le persone sono in casa e un rumore sveglia il palazzo. Per le ore piccole bastano le mandate girate e le chiavi fuori dalla toppa interna, mentre il grosso della prevenzione va concentrato fra le 14 e mezzanotte, dove si somma quasi il 60% dei casi.

Come capisco se hanno provato a entrare in casa mia?

I segni di un tentativo fallito sono quasi sempre piccoli e a bassa altezza. Cerca graffi e ammaccature sul bordo dell’anta all’altezza della serratura, la vernice del telaio saltata in un punto, il cilindro rigato intorno al foro della chiave o leggermente ruotato rispetto alla placca. Sulle finestre guarda il montante vicino alla maniglia e il fermo della tapparella. Se la chiave gira più a fatica del solito senza un motivo, vale la pena farla controllare.

Avvertenze e fonti

Questa guida ha scopo informativo e raccoglie dati pubblici sulle denunce di furto in abitazione: le statistiche riguardano i furti denunciati e restano quindi fuori sia i furti mai denunciati sia i tentativi falliti. Per la tua situazione specifica, e in particolare per gli aspetti assicurativi, verifica le condizioni della tua polizza e confrontati con un professionista.

Fonti per approfondire:

Immagine di Mauro Semonella
Mauro Semonella
Ciao, sono Mauro. Lavoro nel mondo dei serramenti da quando avevo 18 anni e mi sono specializzato in finestre insonorizzate e porte blindate ad alte prestazioni. Ogni articolo di questo blog nasce dalla mia esperienza diretta in cantiere e viene scritto o revisionato personalmente da me. Credo nella competenza, nella formazione continua e nel valore di un lavoro fatto bene.

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Sì, è legale, a una condizione: deve mostrarti chi è davanti alla tua porta, non sorvegliare il pianerottolo. Il criterio del Garante è che la telecamera non veda più di quanto vedresti tu affacciandoti allo spioncino. Se la porta del vicino finisce nell’immagine, non è quello a renderlo illegale.

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